mercoledì, Novembre 20, 2019
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Vivere il crollo del Muro

Ripubblichiamo l’intervista al past. Vincenzo Mazza realizzata nel 2009 in occasione del ventennale della caduta del muro berlinese.

Notizie Avventiste – Il 9 novembre 1989, cadeva il muro di Berlino, evento storico che ha significato la riunificazione della Germania e del popolo tedesco. I cristiani delle diverse confessioni, nella Repubblica Democratica Tedesca (Ddr), hanno avuto un ruolo importante nella rivoluzione pacifica contro il regime di Honecker, iniziata alcuni mesi prima del crollo del muro. Furono loro a organizzare le riunioni di preghiera per la pace, la giustizia e la libertà, nelle chiese protestanti di diverse città della Germania dell’Est. A Lipsia, cuore della resistenza, gli incontri di preghiera furono presto seguite da marce silenziose intorno alle chiese, che poi divennero vere e proprie marce pacifiche nel centro della città. Molti avventisti si unirono ai credenti delle altre confessioni e parteciparono alle riunioni di preghiera e alle marce, subendo anche le ritorsioni della polizia. La presenza avventista costituiva una esigua minoranza (19.000 membri) nel panorama protestante della Ddr. Sabato 4 novembre ’89, diversi avventisti berlinesi, dopo aver partecipato al servizio di culto nella loro chiesa, si unirono alle 200.000 persone che marciavano verso l’Alexanderplatz. Qualche giorno dopo, il muro cadde.

Per rivivere in qualche modo il clima di quell’evento nelle chiese, Notizie Avventiste ha intervistato il past. Vincenzo Mazza che nel 1989 svolgeva ancora il suo ministero pastorale nella Germania dell’Ovest, e che è stato testimone del cambiamenti avvenuti.

Notizie Avventiste: Com’era vista la Chiesa dell’Est dai fratelli dell’Ovest?
Vincenzo Mazza: Una chiesa fedele, puntuale, coerente. Tutto ciò che arrivava dalla Germania dell’Est, per quanto riguarda la teologia e la fede, era ritenuto valido. Gli avventisti della Ddr avevano una università teologica ad alto livello, che era molto apprezzata.

N. A.: Come era la vita quando c’era il muro?
V.
M.: Nelle chiese c’erano famiglie che erano state divise, che avevano parenti e amici dall’altra parte del muro, e non potevano vedersi né incontrarsi. A una certa distanza dal muro, da una parte e dall’altra, c’erano delle impalcature dove la gente saliva per poter vedere e salutare, almeno da lontano, i propri familiari e gli amici. Nella Germania dell’Est, c’era una molta povertà. Il marco dell’Ovest era molto ricercato perché era accettato nei negozi europei dove si vendeva merce migliore. La gente che poteva era disposta a dare fino a 20 marchi dell’Est per un marco dell’Ovest. Le chiese erano controllate continuamente. Essendo tutto dello Stato, era problematico trovare farmaci, acquistare frutta e verdura, che pur se prodotte in loco venivano esportate in Occidente, e alla gente restava spesso solo la carne da mangiare. Ma, la cosa peggiore era la mancanza di libertà.

N.A.: Qual era il clima alla caduta del muro?
V. M.: È stata un’esperienza straordinaria. Finalmente le famiglie poterono riunirsi e riabbracciarsi. Le chiese si sono subito impegnate nell’accoglienza dei fratelli e delle sorelle provenienti dall’Est, che in parecchi si riversarono all’Ovest. Ogni giorno arrivavano famiglie numerose che cercavano lavoro e una casa. E tutti si davano da fare per trovare loro una sistemazione. Tanti sono stati i gesti di generosità da parte di chi aveva di più verso chi dall’Est non portava niente. Nelle chiese si facevano appelli per raccogliere fondi per aiutare i fratelli dell’Est, e tutti davano generosamente. Chi veniva dall’altra parte del muro raccontava le sue esperienze di vita diversa, vissuta nella ristrettezza e nella paura, ma dove aveva potuto vedere la mano di Dio agire. Fu anche un periodo di confusione, perché tutti coloro che abitavano nella Ddr vollero andare in Germania per stare meglio.

N.A.: Come è cambiata la Chiesa avventista?
V. M.: La Chiesa avventista è cresciuta dall’oggi al domani. Le varie Federazioni della Chiesa nella Ddr e nella Germania si sono fuse formando due Unioni di Federazioni, una a Nord e una a Sud. Vi è stato anche l’incontro di modi diversi di vivere e di intendere la fede, pur essendo tutti tedeschi, e questo ha portato a delle riflessioni. Una cosa buona per l’avventismo occidentale fu la facoltà teologica di Friedensau, che si trovava nella Ddr e che era regolarmente riconosciuta dallo Stato, quindi rilasciava lauree riconosciute. In Gemania, invece, la facoltà di teologia avventista di Darmstadt era privata. Con l’unificazione, la facoltà di teologia fu trasferita a Friedensau che tuttora rilascia lauree regolarmente riconosciute dallo Stato. Sicuramente, poiché è successo tutto molto velocemente, ci sono stati anche momenti non facili, ma tutto sommato, la Chiesa avventista è stata matura nell’affrontare i problemi e risolverli con spirito di responsabilità.