giovedì, ottobre 18, 2018
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Verso un’identità etica condivisa nella sanità avventista


Cinque sistemi sanitari della chiesa negli Stati Uniti uniscono le forze in un consorzio bioetico.

ARnews/Notizie Avventiste – Più di 2.300 anni dopo che Aristotele scrisse nell’Etica Nicomachea “Giustamente si è dichiarato che il bene è ciò cui ogni cosa tende”, le persone non riescono sempre a concordare ciò che è buono. Particolarmente nel campo della salute, lo studio dell’etica biomedica porta a conclusioni molto diverse tra i diversi esperti.

Alla Loma Linda University Health, l’impegno verso un’assistenza sanitaria e un’istruzione che siano etiche è guidato dalla sua distintiva denominazione cristiana, la chiesa avventista del settimo giorno. A condividere questo patrimonio sono i quattro altri sistemi sanitari degli Stati Uniti affiliati anch’essi alla chiesa.

Questi cinque sistemi uniscono le forze in un consorzio per condividere risorse e competenze bioetiche, nonché considerare congiuntamente alcune delle questioni più urgenti di etica in materia di medicina.

Con il nome Adventist Bioethics Consortium (Consorzio di bioetica avventista), l’iniziativa è coordinata da Gerald Winslow, direttore del Loma Linda University Center for Christian Bioethics (Centro universitario Loma Linda per la bioetica cristiana).
Gli altri membri sono Adventist Health System, Kettering Health Network, Adventist Health e Adventist HealthCare. Il gruppo comprende circa 80 ospedali e 130.000 dipendenti negli Stati Uniti, ciò che lo rende il secondo più grande sistema sanitario confessionale nel paese.
“Abbiamo ricche opportunità di collaborazione sulle sfide bioetiche che affronta questo Paese, attraverso la lente dell’impegno morale ed etico avventista”, ha dichiarato Winslow.

Bioetica, Loma Linda e Baby Fae
È stato un dibattito bioetico che ha portato la Loma Linda University Health alla ribalta dei media nel 1984, quando il chirurgo Leonard Bailey trapiantò un cuore di babbuino in una neonata, conosciuta come Baby Fae, nel tentativo di salvarle la vita.

Quello stesso anno la Loma Linda University Health istituì il suo Centro di bioetica cristiana, approvato dal Consiglio d’amministrazione nel 1983. Fondato da Jack Provonsha, il centro ha rivolto particolare attenzione all’integrazione tra religione, medicina ed etica.

Il Consorzio di bioetica avventista
L’Adventist Bioethics Consortium è stato inaugurato durante la seconda conferenza annuale di bioetica avventista, in aprile, tenutasi presso il Kettering Health Network in Ohio, a cui hanno partecipato circa 100 rappresentanti dei diversi sistemi.

“I progressi nella tecnologia medica aprono nuove possibilità a risultati positivi per la salute e a cure più compassionevoli e personalizzate”, ha dichiarato Paul Crampton, vicepresidente aggiunto per la missione e la cura spirituale all’Adventist Health.

“Allo stesso tempo”, ha continuato, “ci sono implicazioni etiche che richiedono la nostra attenzione. Più siamo in grado di esaminare collettivamente queste implicazioni alla luce della nostra missione e dei nostri valori, più potremo fornire la massima qualità di cura ai pazienti”.

Il sito dell’Adventist Bioethics Consortium è ancora in fase di sviluppo, ma offre già maggiori informazioni.

I problemi nell’etica biomedica
Oggi, i dibattiti sulla bioetica riguardano principalmente temi quali il suicidio assistito, la disforia di genere e la ricerca sulle cellule staminali. Ma per Winslow, il più grande problema bioetico che affrontiamo riguarda il dare accesso a un’assistenza sanitaria di qualità a tutte le persone.

“Nel cristianesimo”, ha affermato, “non è facoltativo impegnarsi a proteggere le persone più vulnerabili della società. Dobbiamo trovare un modo sostenibile per fornire assistenza medica a tutti, specialmente a coloro che hanno meno probabilità di ottenerne una parte equa”.

Winslow ha indicato la parabola delle pecore e delle capre, riportata in Matteo 25, in cui Gesù descrive la vita ben vissuta, superando il “bene” di Aristotele con il “giusto”. Gesù disse: “In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me” (v. 40).

[Foto: Loma Linda University News]