giovedì, Giugno 20, 2019
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Vanuatu in ginocchio dopo il ciclone Pam

N11-ADRAInternational_Cyclone.Pam.Response.3La ripresa sarà lenta e difficile secondo l’agenzia avventista ADRA, impegnata nell’emergenza. Tra gli interventi, la formazione per prevenire il rischio di malattie. ADRA Italia contribuisce alla raccolta fondi.

Notizie Avventiste Adventist Review – Il direttore nazionale di ADRA Vanuatu ha comunicato che l’arcipelago devastato dal violento ciclone avrà grande difficoltà a riprendersi; inoltre ha avvertito sui potenziali rischi di focolai di infezione.

“Sarà una ripresa lenta per Vanuatu, accompagnata da un lungo processo di ricostruzione. Raccolti, piantagioni, case, infrastrutture, tutto è andato distrutto. Purtroppo, gli abitanti dell’arcipelago hanno davanti una grave e lunga crisi”, ha affermato il direttore Mark le Roux, dopo aver incontrato i partner locali e le agenzie umanitarie.

Il ciclone tropicale Pam si è abbattuto sulla capitale Port Villa e sul resto del paese, sabato 14 marzo, con piogge torrenziali e venti che hanno raggiunto i 270 km orari. Le autorità locali hanno confermato che ci sono stati 11 morti, ma il numero potrebbe aumentare dato che non si hanno notizie da varie zone rimaste isolate. Passeranno giorni prima di conoscere l’entità dei danni.

Il presidente della Repubblica di Vanuatu, Baldwin Lonsdale, ha chiesto l’intervento degli aiuti internazionali per i 267.000 abitanti dell’arcipelago del Pacifico meridionale, dei quali 47.000 vivono a Port Vila.

N11-ADRA International_Cyclone Pam Response 1Volontari e membri dello staff dell’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso (ADRA) hanno iniziato a visitare i centri di raccolta degli sfollati per svolgere corsi di formazione su come si diffondono le malattie. In alcuni centri i servizi igienici sono molto carenti, con un gabinetto ogni 300 persone, e mancano le strutture per lavarsi le mani.

“In tale situazione il rischio di contrarre infezioni è molto reale”, ha spiegato le Roux, “Manca anche il personale medico perché alcuni dottori non sono in grado di presentarsi al lavoro”.

Critica anche la situazione dell’ospedale di Port Vila, dove il ciclone ha provocato l’inondazione di una vecchia ala e i pazienti sono stati trasferiti in un’altra parte dell’edificio; mancano i letti e il generatore di energia è andato perduto nell’alluvione.

La principale sfida che ADRA e le altre ong devono affrontare è la mancanza di comunicazioni; infatti, sono andate distrutte le reti dei cellulari su tutte le 65 isole di Vanuatu. Per continuare ad attuare i progetti di emergenza, le organizzazioni umanitarie si incontrano insieme per coordinare gli interventi.

Almeno quattro chiese avventiste sono state distrutte dal ciclone, ma non ci sono vittime. Inoltre ADRA non è riuscita ancora a ristabilire i contatti con 10 dei suoi operatori che sono sulle isole di Pentecoste e di Malakulo, dei quali non si hanno notizie da sabato. L’agenzia avventista ha immediatamente istituito un fondo di risposta all’emergenza, per aiutare la popolazione di Vanuatu.

“ADRA Vanuatu, sull’isola di Efate, ha riunito un team per valutare gli interventi da mettere in atto”, informa Valentina Marciano, direttore di ADRA Italia, “Ha iniziato a distribuire da tre magazzini in Shefa, Tafea e Efate, kit di emergenza che comprendono sapone, kit di purificazione dell’acqua e contenitori per l’acqua potabile pieghevoli. Ma data la scala del disastro, le risorse non bastano, per non parlare della minaccia di epidemie, quindi c’è bisogno urgente del nostro aiuto!”.

Pertanto, chi desidera fare una donazione o sostenere gli interventi per aiutare le vittime della catastrofe, può contattare ADRA Italia o donare inserendo la causale “Emergenza Vanuatu” nei seguenti modi:

– Conto corrente bancario IBAN: IT 95 E 01030 03203 000000866909
Dall’estero: BIC/SWIFT: PASCITM 1 RM3

– Conto Corrente Postale n. 160 800 04 intestato a ADRA Italia
Lungotevere Michelangelo, 7 – 00192 Roma