giovedì, Dicembre 12, 2019
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Un saluto al nuovo vescovo di Roma

s-pietro500-300Davide Romano – Sia pure con qualche ritardo, come dipartimento Affari pubblici e Libertà religiosa dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno (Uicca), porgiamo i nostri saluti al nuovo vescovo di Roma. Non conosciamo, onestamente, il cardinale Jorge Bergoglio, Papa Francesco I, e attendiamo di poterlo vedere nel pieno esercizio delle funzioni che la sua chiesa gli ha affidato per poter esprimere valutazioni non avventate.

Come hanno già sottolineato altri fratelli evangelici e altre sorelle evangeliche prima di noi, siamo lieti di avvertire uno stile decisamente più affabile e sobrio – nei limiti dei tradizionali protocolli vaticani – e forse anche più collegiale.

È vero d’altronde che “Francesco” è un riferimento impegnativo, sotto molti punti di vista, non solo per il pontefice che ha scelto di portarne il nome, ma per noi tutti che, a prescindere dalla nostra confessione di appartenenza, cristianamente riconosciamo in Francesco d’Assisi un modello di povertà, di semplicità ed essenzialità della fede di difficilissima imitazione.

Per quel che ci riguarda un po’ più da vicino, ci ha colpito al primo angelus di domenica 17 marzo, la citazione di un libro del teologo cattolico Walter Kasper, presidente emerito del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, definito da papa Francesco I un “buon teologo”.

Certamente il cardinale Kasper ha mostrato delle qualità teologiche e a tratti una originalità di pensiero apprezzabili, specie se confrontate con quelle del predecessore di Francesco I, Benedetto XVI. Alcune battaglie interne al cattolicesimo come quella sull’apertura al diaconato femminile, sia pure come ministero non ordinato, oppure sulla comunione ai divorziati risposati, lo hanno reso protagonista di un dialogo serrato con le altre gerarchie vaticane di parere diverso.

Tuttavia ci auguriamo che, sul dialogo ecumenico, le posizioni di W. Kasper non rappresentino per papa Francesco I una sintesi pregevole e completa ma abbiano bisogno di significativi sviluppi, specie sull’ecclesiologia. Su questo punto ci permettiamo, in tutta sincerità, di suggerire a Francesco I letture più stimolanti.