mercoledì, ottobre 17, 2018
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Studenti avventisti dedicano le vacanze invernali al volontariato in un campo profughi

Per il secondo anno consecutivo, hanno preferito trascorrere il loro tempo libero con i rifugiati in Grecia.

Notizie Avventiste – Un gruppo di giovani dell’Unione adriatica delle chiese cristiane avventiste ha deciso di rendere le vacanze invernali un momento molto speciale per i rifugiati che si trovano abbandonati in Grecia. I ragazzi si sono dedicati al volontariato nel campo profughi nei pressi di Katerini, nella Grecia settentrionale, un villaggio di container dove vivono 270 rifugiati, compresi 101 bambini. Ogni container è dotato di una piccola cucina, un bagno e altri mobili che offrono comfort e privacy agli occupanti. Nel campo, gestito da Adra Grecia (Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso), si trova un ambulatorio che offre assistenza sanitaria e un medico. Container più grandi sono dedicati a spazi separati di socializzazione per donne e uomini adulti, e per attività di gruppo, tra cui una scuola e un’area per gli adolescenti.

I giovani hanno iniziato organizzando parchi giochi all’aperto per i bambini e laboratori creativi a scuola, dove hanno condiviso il significato di parole come pazienza, rispetto reciproco e condivisione, ma anche workshop su come comunicare.

“I bambini sono vittime degli orrori della guerra e, da rifugiati, vengono lasciati soli” ha affermato Bobo S. Marčeta, direttore dei Ministeri per la Gioventù presso l’Unione adriatica “Durante il viaggio che hanno dovuto affrontare, i genitori si sono concentrati solo su come sopravvivere e i bambini sono stati privati delle opportunità di giocare e sviluppare capacità sociali e relazionali. Per alcune famiglie questo periodo è durato fino a due anni”.

I giovani avventisti hanno giocato in gruppo e a ping-pong con gli adolescenti, hanno sistemato un campo di calcio, dotandolo di nuovi pali per la porta. Tutto questo ha particolarmente entusiasmato i ragazzi. Poi ci sono state feste per i bambini, momenti conviviali e di musica.

Anche nella gioia del dare, i volontari hanno imparato alcune lezioni di gratitudine quando hanno notato che i bambini faticavano a gustare gli snack e la reciproca compagnia, perché erano intenti ad afferrare il cibo nel timore di non averne a sufficienza. Il loro cammino verso la vita normale è ancora lungo.

Per gli adulti, il cui maggiore bisogno era quello di migliorare le competenze linguistiche, i giovani hanno organizzato corsi separati di inglese e tedesco, per uomini e donne, e ricevuto in cambio un piccolo assaggio della cultura occidentale. Inoltre, hanno creato una lavanderia comune, allestendo un container con lavatrici e, attraverso gli interpreti, hanno mostrato come utilizzarle. Le famiglie sono numerose e questo servizio renderà la vita più facile soprattutto alle donne. I giovani hanno anche installato un televisore nella stanza di socializzazione delle donne e realizzato alcune riparazioni nel campo.

Ora i volontari sono ritornati a casa, ma le esperienze vissute dai rifugiati rimarranno nella loro mente e nei loro cuori: racconti di famiglie divise, di familiari scomparsi, di case distrutte, di memorie profanate e di scoraggiamento. Consci di non poter cambiare la loro vita, i volontari li hanno aiutati a dimenticare le sofferenze almeno per un momento, tramite il lavoro, una parola gentile e un sorriso. Hanno comunicato loro che ci sono persone che si preoccupano e sono positive. Per tutti i giovani, è stato tempo di qualità, ben speso.

L’Unione Adriatica comprende le chiese cristiane avventiste di Albania, Croazia e Slovenia. Molti dei giovani volontari sono studenti dell’Istituto avventista di Maruševec, in Croazia.