domenica, Settembre 22, 2019
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Strage nel Mediterraneo. Il cordoglio della Chiesa cristiana avventista italiana

Logo_Chiesa_Completo_verticaleOccorrono rimedi politici seri e una presa di coscienza collettiva per creare, nei paesi dilaniati dai conflitti e dalle emergenze umanitarie, condizioni di vita dignitose che rappresentino una promessa di vita felice.

Notizie Avventiste – Il presidente dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno (Uicca), past. Stefano Paris, a nome del Comitato Uicca, di fronte all’immane dramma avvenuto in mare, nella notte tra sabato e domenica, e costato la vita a circa 900 persone, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Dopo l’ennesima tragedia del naufragio di un barcone di profughi nel Mediterraneo la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno esprime il suo lutto e si impegna a tenere viva e operosa la memoria delle donne, degli uomini e dei bambini senza nome morti nel tentativo di raggiungere la terra dove scorre latte e miele. Ma hanno trovato acqua e sale. E violenza cieca.

Molti si interrogano sulle misure immediate da predisporre, anche in seno al Consiglio Europeo straordinario convocato a breve su richiesta italiana, al fine di impedire che altre migliaia di uomini, donne e bambini prendano il largo alla volta dell’Europa, facendo la medesima orribile fine. Dopo aver speso tutti i propri risparmi per andare a popolare, come spettri, i fondali del Mediterraneo.

In questo sussulto generale, il nodo del discorso non deve ruotare soltanto attorno ai rimedi militari o di polizia internazionale, per fermare le organizzazioni criminali e gli scafisti. Occorrono rimedi politici seri e una presa di coscienza collettiva per creare nel corno d’Africa, in Libia, in Siria e in altri paesi dilaniati dai conflitti e dalle emergenze umanitarie, condizioni di vita dignitose che rappresentino una promessa di vita felice. Quei popoli cesseranno di mettersi in marcia solo quando la loro terra e il loro paese saranno sicuri, pacifici e provvidi.

La strada è lunga ma obbligata e doverosa. L’Europa e in generale il Nord del mondo, cristiano, ricco e prospero, non possono ignorare queste istanze, perché le grida di quella gente, come dice l’apostolo Giacomo nella Bibbia, trovano chi li ascolta in cielo. Auspicando che tutti noi cristiani ci impegniamo ad essere più prossimi ai loro bisogni, attenti a cogliere questa disperazione e, come veri fratelli, metterci in gioco per garantire anche a loro quello che la vita ha donato a noi. Dio abbia pietà di noi e ci renda umani”.