martedì, Agosto 11, 2020
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Strage di Charleston. Il dolore e la condanna della Chiesa avventista

charlestonDopo la tragica uccisione di nove persone nella chiesa metodista episcopale afroamericana Emanuel di Charleston (Stati Uniti), il presidente della Chiesa Avventista del Settimo Giorno del Nord America, Daniel R. Jackson, ha espresso condanna per il gesto di insensata violenza, e solidarietà alla comunità. Nella dichiarazione rilasciata poche ore dopo la strage, afferma:

“La Chiesa Avventista del Settimo Giorno dell’America del Nord ha il cuore spezzato per l’assurda uccisione del reverendo Clementa Pickney e di altri otto fedeli mentre erano in chiesa al servizio serale del mercoledì. Siamo addolorati per l’angoscia che ha causato alle loro famiglie, ai membri della chiesa metodista episcopale e alla comunità di Charleston. Porgiamo le nostre più sentite condoglianze e continuiamo a pregare per le famiglie e per quanti sono stati coinvolti.

La Chiesa avventista non solo condanna l’uccisione di qualunque persona, ma anche l’odio razziale che sembra sia il motivo che ha portato alla strage. Dio ama tutti i suoi figli allo stesso modo, indipendentemente da razza, sesso, religione o stile di vita, e siamo chiamati a fare altrettanto.

Ancora una volta, chiediamo che vi sia un dialogo aperto, onesto e civile sulla divisione razziale che continua ad affliggere questo paese e che è una triste realtà. Questo dialogo deve concentrarsi sui diritti e sull’uguaglianza di tutti coloro che fanno parte della nostra società.

Noi siamo con le persone di Charleston e di tutto il Nord America che si impegnano a essere agenti di pace, amore e grazia nelle loro comunità.

Per realizzare un cambiamento duraturo dobbiamo, come chiesa, trattare sempre tutte le persone con quell’amore e quella compassione a cui Gesù ha dato forma per noi. Anche se ieri sera a Charleston, l’odio ha preso la vita a nove persone innocenti, sappiamo che alla fine l’amore vincerà.

Continuiamo a pregare per il giorno in cui tutti i figli di Dio si tratteranno reciprocamente senza sospetti, pregiudizi e odio. Come l’apostolo Paolo ci ricorda: ‘Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù (Galati 3:28)'”.