martedì, Maggio 21, 2019
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Solidarietà al popolo pakistano dopo l’attacco a Lahore

Wikicomons-lahore-march28Tra le vittime soprattutto bambini e donne.

ARnews/Notizie Avventiste – Gli avventisti del settimo giorno esprimono solidarietà al Pakistan colpito da un attentato suicida in un grande parco di Lahore, in Pakistan, dove sono morte più di 70 persone nel giorno in cui la gran parte del mondo cristiano festeggiava la Pasqua.

“Manifestiamo il nostro sentito cordoglio e affetto al prezioso popolo pakistano e agli abitanti della principale città, Lahore, per la tragedia che ha avuto luogo quando un kamikaze si è fatto saltare in aria in uno dei suoi parchi”, ha affermato ieri stamattina Ted N. C. Wilson, presidente della Chiesa cristiana avventista mondiale, sulla sua pagina Facebook, “La morte e la distruzione che ha provocato è ripugnante”.

Un gruppo talebano scissionista ha rivendicato l’attacco in cui sono state ferite almeno 300 persone, e ha affermato di aver preso di mira i cristiani che festeggiavano la Pasqua nel parco. Secondo le autorità, però, la maggioranza dei morti sono musulmani.

“È primavera a Lahore, ed è naturale che le famiglie cristiane si riuniscano in un parco con i figli, celebrino la Pasqua e quindi consumino il pasto insieme”, ha spiegato George Johnson, missionario avventista in Pakistan ed ex presidente dell’Unione di Missioni pakistana della Chiesa, con sede a Lahore. “Generalmente i cristiani pakistani non sono benestanti e, dopo il freddo dell’inverno, in cui le temperature spesso scendono drasticamente e non c’è riscaldamento nelle case, il sole primaverile è qualcosa di meraviglioso”.

In Pakistan, i cristiani rappresentano solo l’1,6 per cento della popolazione che conta 191 milioni di abitanti a maggioranza musulmana. La Chiesa cristiana avventista ha circa 9.300 membri che si riuniscono in 230 luoghi di culto nel paese, secondo gli ultimi dati dell’ufficio archivi, statistiche e ricerca della denominazione.

Fino a pochi anni fa, i cristiani erano stati risparmiati dalla violenza settaria, ma ultimamente diverse chiese cristiane sono state prese di mira dai terroristi o dai vicini musulmani. L’attacco di domenica 27 marzo è il secondo per numero di vittime dopo il doppio attentato suicida del 2013, in una chiesa a Peshawar, in cui morirono circa 80 persone.

“Andando in chiesa il sabato o la domenica in Pakistan, è facile trovare il locale di culto sorvegliato dalla polizia o dalle guardie armate”, ha aggiunto Johnson ad Adventist Review, “Diversi avventisti sono stati feriti da armi da fuoco e da atti di violenza nella zona delle loro chiese e case; intere comunità avventiste sono state danneggiate o distrutte da incendi e violenza. Questo è un segno dell’aumento dei conflitti che porterà alla conclusione del grande conflitto prima del ritorno di Cristo”.

Altri avventisti hanno scritto su Facebook che i loro cuori e le preghiere sono con il Pakistan.
“Penso e prego per i miei amici in Pakistan, per quelli che conosco e che non conosco. Cristiani e musulmani. Siamo tutti figli di Dio”, ha detto Jennifer McGhee, figlia di un missionario, che ha trascorso sette anni della sua infanzia nel paese asiatico e parla urdu. “Sono molto addolorata per le persone colpite da questa terribile tragedia”.

“Partecipo al lutto del Pakistan”, ha detto Janine Lim, che ha ricordato di essere stata nel parco di Lahore nei sei anni in cui i suoi genitori missionari lavoravano nel seminario avventista, a circa 65 chilometri di distanza, nel 1980. “Il mio cuore e le mie preghiere sono con voi”.

In una successiva conversazione con Adventist Review, Lim ha ricordato alcuni  momenti di vita trascorsi a Lahore.
“È strano come ci sentiamo più legati alla tragedia in posti in cui siamo stati o dove conosciamo e amiamo qualcuno”, ha concluso Lim che attualmente è decano associato per l’istruzione superiore on-line presso la Andrews University di Berrien Springs, in Michigan.

Wilson prega per gli abitanti del Pakistan e le famiglie di coloro che sono colpiti dalla tragedia. “Possa il Consolatore essere particolarmente vicino a coloro che sono stati feriti e a quanti hanno perso i propri cari”, ha affermato, “Lo Spirito Santo incoraggi i nostri membri di chiesa in Pakistan e in tutto il mondo a condividere la beata speranza del ritorno di Cristo che porterà la vita eterna… in cui morte e distruzione non esisteranno più”.

(Foto Lime Adeel/Wikicommons)