lunedì, Settembre 16, 2019
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Rieti. Vivere l’esperienza delle barriere architettoniche per abbattere anche quelle culturali

N17-Rieti_CoppiniNotizie Avventiste – Il 21 aprile, in tanti hanno sperimentato cosa prova una persona diversamente abile in carrozzina quando esce di casa, cimentandosi nel percorso proposto dal progetto “Una strada per la vita”. Nel centro di piazza Angelucci, durante la manifestazione “Rieti città senza barriere”, è stato montato il marciapiede-didattico che riproduce un marciapiede cittadino con tutte le sue difficoltà, gli ingombri, le inefficienze, gli ostacoli e le barriere.

“Questa esperienza diretta lascia un segno, una contaminazione e una condivisione con coloro che sono costretti a usare una carrozzina per muoversi, e che vivono tutta una serie di difficoltà che questa condizione comporta, spesso non solo a causa delle cosiddette barriere architettoniche, ma con l’aggiunta di quelle mentali e culturali”, ha spiegato Claudio Coppini, conduttore, insieme con Mauro Sbrillo, della trasmissione radiofonica “HandicaPPati in orBita” e uno dei curatori del progetto.
Nato circa un anno fa da un’idea di Radio Voce della Speranza (Rvs) di Firenze e realizzato grazie al contributo dell’otto per mille della Chiesa cristiana avventista, il progetto si sta rivelando adattissimo per i bambini delle scuole elementari, ma anche per i ragazzi delle medie e delle superiori. “Sempre più presidi e insegnanti ci chiamano presso le loro scuole per montare il marciapiede-didattico”, ha affermato Coppini. Nella promozione del progetto, Rvs è stata in seguito affiancata dall’Associazione di volontariato “Spingi la vita”.

A Rieti, il giovane sindaco Simone Petrangeli si è cimentato con il marciapiede-didattico, salendo senza pensarci due volte su una delle carrozzine messe a disposizione delle persone. Daniele Benini, pastore della chiesa avventista della città e direttore del circuito nazionale di Rvs, ha provato il percorso, definendolo un ottimo progetto educativo ed emozionale, da mantenere attivo nel tempo.

“Una strada per la vita” è arrivato anche in alcune scuole reatine. Nella Giovanni Pascoli, quasi centocinquanta bambini di terza e quarta elementare, e un centinaio di ragazzi di seconda e terza media sono rimasti veramente colpiti dall’esperienza del percorso sulla sedia a rotelle, e con loro anche i docenti e la preside. Nell’Istituto Professionale Agrario, circa duecento ragazzi e ragazze hanno vissuto l’esperienza delle barriere architettoniche. Era presente anche la troupe di una televisione locale che ha ripreso l’attività. “I ragazzi più grandi all’inizio sono molto più refrattari e timorosi di fare brutte figure e di mettersi in gioco, poi diventano più sciolti”, ha affermato Coppini. “Anzi, si é creato un bel clima. In molti riprendevano con i telefonini i loro insegnanti che seguivano il percorso, ‘minacciandoli’ bonariamente di taggarli su facebook se non fossero stati più clementi nelle interrogazioni”, ha aggiunto sorridendo. Anche chi ha fatto la spesa al Centro Commerciale Perseo, nonostante il tempo incerto, ha potuto sperimentare il marciapiede-didattico.

Da questa esperienza di crescita in civiltà e fraternità viene l’invito di Coppini: “Prendiamo spunto dallo slogan di ‘Rieti città senza barriere’ ed estendiamolo a ‘Italia, uno Stato senza barriere di nessun tipo’”.
Per leggere l’articolo di Claudio Coppini sul progetto “Una strada per la vita” cliccare qui.