lunedì, Maggio 27, 2019
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Rapporto annuale USA. Grave e prolungata l’aggressione alla libertà religiosa

rapporto-LR-USA_iStock8 nazioni si aggiungono alla lista dei “paesi che destano particolare preoccupazione”.

Bettina Krause/Notizie Avventiste – Lo stato della libertà religiosa nel mondo è peggiorata negli ultimi 12 mesi, secondo il rapporto pubblicato il 1° maggio da un organo consultivo indipendente degli Stati Uniti. Il rapporto di 270 pagine, redatto dalla Commissione USA sulla libertà religiosa internazionale (USCIRF), documenta violazioni continue in 33 paesi e regioni, ma quest’anno si concentra soprattutto sulla situazione dei prigionieri di coscienza e sul crescente numero di rifugiati in fuga dalle persecuzioni religiose.

Tra coloro fuggiti da abusi religiosi lo scorso anno, ci sono migliaia di Rohingya (musulmani della Birmania), mezzo milione di eritrei scappati dal regime repressivo del loro paese e milioni di uomini, donne e bambini, cristiani e musulmani, migrati in seguito alla guerra e alle violenze in Siria e Iraq.

L’USCIRF aggiunge 8 nuove nazioni alla lista dei “paesi che destano particolare preoccupazione”: Egitto, Iraq, Nigeria, Pakistan, Vietnam, Tajikistan, Siria e Repubblica Centrafricana.

Il rapporto cita anche una decina di esempi di detenzioni per motivi religiosi avvenuti nell’ultimo anno, tra cui un poeta e artista in Arabia Saudita, condannato a morte dopo essere stato accusato di diffondere l’ateismo. La condanna è stata poi mutata in 800 frustate e otto anni di carcere. Tra le continue violazioni dello stato cinese documentati dal rapporto, vi sono quelle verso un pastore cristiano e sua moglie che scontano una pena detentiva di 12 anni perché si sono opposti alla campagna governativa per la rimozione delle croci in cima alle chiese.

Ganoune Diop, direttore del dipartimento Affari pubblici e Libertà religiosa (APLR) della Chiesa cristiana avventista mondiale, ha evidenziato l’attenzione del rapporto sui prigionieri di coscienza, “una conferma preoccupante delle tendenze globali in atto da lungo tempo”.

“In realtà, però, non c’è modo di verificare la portata di questa tragedia”, ha affermato Diop, “Molti casi non vengono mai resi pubblici e non sappiamo veramente quanti uomini e donne, nel mondo, subiscono la detenzione, o peggio, a causa di leggi che impongono una particolare visione religiosa del mondo”.

Diop ha citato il caso di Sajjad Masih, 32 anni, membro della Chiesa cristiana avventista in Pakistan, condannato all’ergastolo nel 2013 dopo essere stato falsamente accusato di diffamazione contro il profeta Maometto sulla base della controversa legge sulla blasfemia in vigore nel paese.

“Le leggi che opprimono le minoranze religiose in nome di una fede di maggioranza non solo sono in contrasto con la legge internazionale e le norme sui diritti umani, ma distorcono la natura stessa della fede “, ha spiegato Diop, “Per la Chiesa cristiana avventista, la libertà di coscienza è il fondamento della vera fede e si fonda sulla dignità innata di ogni essere umano, dono inalienabile del nostro Creatore”.

Dwayne Leslie, direttore associato del dipartimento APLR, ha affermato che la Chiesa cristiana avventista continua a promuovere una maggiore consapevolezza sugli abusi contro la libertà religiosa e l’intervento da parte dei governi. Questo mese, la Chiesa coopererà con il Centro per la libertà religiosa del Newseum Institute, a Washington DC, per realizzare un summit internazionale sulla libertà religiosa. Leslie, organizzatore dell’evento, ha affermato che l’incontro metterà insieme leader pubblici, difensori della libertà religiosa e giornalisti per riflettere sulle attuali sfide alla libertà religiosa nel mondo, ed esplorare i modi per collaborare su obiettivi condivisi.

Per Nelu Burcea, direttore associato PARL e rappresentante della Chiesa presso le Nazioni Unite a New York e Ginevra, il rapporto USCIRF è “un potente promemoria che la Chiesa e tutti coloro che si adoperano alla libertà religiosa devono presentare costantemente davanti alla comunità internazionale”.  Burcea ha aggiunto che anche se è importante che i singoli governi, come per esempio gli Stati Uniti, prendano decisioni a favore della libertà religiosa internazionale, per avere progressi reali è necessario un impegno internazionale coordinato che faccia pressione sui paesi non conformi affinché adempiano i loro obblighi di diritto internazionale.

L’USCIRF è un’agenzia del governo federale creata 18 anni fa per consigliare l’esecutivo e il Congresso degli Stati Uniti su come promuovere al meglio la libertà religiosa a livello internazionale. Scarica qui il rapporto in inglese.

(Foto: iStock)