domenica, Luglio 5, 2020
Home > Italia > Questione israelo-palestiense. Cominciare dall’acqua

Questione israelo-palestiense. Cominciare dall’acqua

acquaUn’equa distribuzione può contribuire a creare un’atmosfera di fiducia e apertura. Lo sostiene la Rete ecumenica per l’acqua.

Nev – Per risolvere la questione israelo-palestiense bisogna cominciare da un’equa distribuzione dell’acqua. É quanto hanno affermato i 10 membri della delegazione internazionale della Rete ecumenica per l’acqua (Ewn) che hanno recentemente visitato la Cisgiordania e Gaza.

“Non ho mai visto una così lampante disparità”, ha infatti dichiarato Dinesh Suna, responsabile dei progetti di Ewn, che spiega: “Il problema non è la scarsità ma l’accesso e la distribuzione di acqua potabile. Se un palestinese ne ha a disposizione circa 70 litri al giorno, un israeliano arriva a 300”.

Il rapporto punta, tra l’altro, l’attenzione sulla scarsità di acqua potabile nei territori palestinesi; sul controllo israeliano sull’accesso all’acqua in Cisgiordania; sull’acquisizione di preziose falde acquifere da parte dei coloni; sul complesso e scoraggiante quadro giuridico; sulle altissime percentuali di infiltrazioni di acqua di mare nelle falde di Gaza.

“Se israeliani e palestinesi potessero risolvere con equità le questioni riguardanti l’acqua, si potrebbe davvero creare un’atmosfera di fiducia e apertura tale da poter risolvere anche altre difficili questioni legate al conflitto”, hanno affermato i membri della delegazione.