giovedì, Agosto 22, 2019
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Tre programmi di Rvs sulla canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II

Logo-rvsL’intervista al vaticanista Luigi Sandri, il commento di Daniele Benini sul bisogno di santità e la riflessione di Adelio Pellegrini sullo stato dei morti

Notizie Avventiste – Le radio Rvs di Firenze e Roma hanno dedicato alcuni programmi alla canonizzazione di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II ad opera dei due papi, uno in carica e uno emerito, e seguita da milioni di persone in tutto il mondo. Un evento dal forte valore simbolico e dal grande impatto mediatico.

Su questa pagina della storia del cattolicesimo, sulle figure dei pontefici portati agli altari e sul senso stesso della canonizzazione Rvs di Firenze riflette con il vaticanista Luigi Sandri, intervistato via telefono da Roberto Vacca. Per ascoltarla cliccare qui.

Domenica 27 aprile Roma si è riempita di fedeli che desideravano assistere alla santificazione dei papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Al di là delle ragioni di carattere teologico che adduce la Chiesa cattolica, possiamo sicuramente notare il bisogno odierno di avere dei modelli a cui fare riferimento, il bisogno di figure significative. Il Vaticano ha saputo rispondere a questa necessità canonizzando due figure molto amate. Ma cosa significa essere santi secondo la Bibbia? Rvs di Roma trasmette una riflessione a cura del pastore avventista Daniele Benini, direttore nazionale del network Rvs. Per ascoltarla cliccare qui.

Cosa dice la Bibbia sullo stato dei morti? È la domanda che si pone Adelio Pellegrini, pastore avventista emerito, prendendo spunto dalla santificazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, e da varie considerazioni sociopolitiche sulla cronaca del passato inerenti il pontificato di entrambi. Leggiamo: “Fratelli, non vogliamo che siate nell’ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati. Poiché questo vi diciamo mediante la parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole” (1 Tessalonicesi 4:13-18). Come potrebbero dei defunti quindi intercedere per noi, se tutti sono in attesa, nel sonno della morte, di ritornare in vita e di andare in cielo con Gesù quando ritornerà? Intervista a cura di Mario Calvagno, caporedattore di Rvs Roma. Per ascoltarla cliccare qui.