martedì, Agosto 11, 2020
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Prima dichiarazione del Cec, in decenni, sull’evangelizzazione

N36- Dichiarazione CECAdventist Review/Notizie Avventiste – Oltre 4.000 delegati della X Assemblea del Consiglio Ecumenico delle Chiese (Cec) si sono incontrati a Busan, la scorsa settimana, per decidere quale sia il modo migliore di proclamare il messaggio cristiano in un mondo con forti contrasti e ideologie conflittuali.

L’organizzazione mondiale, che valorizza l’unità dei cristiani e la cooperazione nella missione, ha presentato la sua prima dichiarazione sull’evangelizzazione in più di 30 anni. Il documento “Insieme verso la vita: missione ed evangelizzazione nei contesti in evoluzione” evidenzia la cosiddetta evangelizzazione “olistica”. Apparentemente assente qualsiasi riferimento diretto al “grande mandato” di Matteo 28 di “andare e fare discepoli” tutte le nazioni.

Il documento evidenzia che “lo Spirito di Dio … si può trovare in tutte le culture che affermano la vita”. Per alcuni evangelici, questa dichiarazione implica l’universalismo, la convinzione che Dio alla fine salverà tutti gli esseri umani che praticano un certo tipo di spiritualità vivificante.

Kirsteen Kim, professore di Teologia e Mondo Cristiano presso la Leeds Trinity University, nel Regno Unito, ha affermato che lo “Spirito si muove in maniera molto più ampia della comunità cristiana”.

Nell’emisfero settentrionale, in generale, il cristianesimo subisce la sfida dalle altre religioni del mondo e dall’aumento dei “nessuno”, vale a dire delle persone che non hanno alcuna affiliazione religiosa. Nel “sud del mondo”, invece, il cristianesimo è fiorente in luoghi come l’Africa, il Sud America e parte dell’Asia, nonostante l’aumento di tensioni e persecuzioni.

Il Cec è un’organizzazione interreligiosa cui aderiscono le confessioni cristiane più tradizionali. L’unità dei cristiani è un perno della organizzazione e una priorità assoluta per molti dei suoi membri.

La Chiesa Avventista del 7° Giorno non fa parte del Cec, ma  invia regolarmente osservatori e giornalisti alle sue Assemblee.

L’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, leader di 80 milioni di anglicani nel mondo, ha riferito ai giornalisti che spera nell’unità globale dei cristiani, ma come movimento dello Spirito Santo e non attraverso gli sforzi umani. “L’unità è un dono di Dio”, ha affermato.

In una affollata conferenza stampa, il 31 ottobre, due dirigenti del Cec hanno presentato l’organizzazione ecumenica mondiale come un facilitatore del dialogo interconfessionale e interreligioso e della cooperazione.

A una domanda sulla persecuzione dei cristiani in Medio Oriente, Africa e altre parti del mondo, spesso per mano dei non cristiani, il reverendo Olav Fykse Tveit, segretario generale del Cec, ha risposto che mentre il gruppo ha come scopo l’espressione della “solidarietà cristiana” con i perseguitati, “abbiamo dovuto affrontare questo in modi diversi”.

L’Assemblea Cec è stata anche contestata da alcuni manifestanti fuori dal Busan Exposition Center.