lunedì, Dicembre 9, 2019
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Preveniamo gli abusi nella Giornata EndItNow

il primo sabato di ottobre le chiese avventiste in Italia dedicano un tempo per sensibilizzare e risvegliare l’interesse sul tema.

Notizie Avventiste – Torna la Giornata sulla prevenzione degli abusi, denominata EndItNow dal 2014. Il 6 ottobre, le chiese avventiste in Italia la celebrano con sermoni e iniziative. L’obiettivo è sensibilizzare e responsabilizzare i membri di chiesa e tutti noi a fare la differenza per porre fine alla violenza e agli abusi su uomini, donne e bambini.

Secondo i dati, nel mondo muoiono 1,3 milioni di persone all’anno a causa di una qualche forma di violenza: collettiva (bande armate o guerra), contro se stessi (suicidio), interpersonale (violenza domestica). Questo numero impressionante costituisce il 2,5% della mortalità globale ogni anno. Solo nei primi 15 anni del XXI secolo, sono state circa 6 milioni le persone uccise nel mondo in seguito ad azioni di violenza interpersonale.

Ma ogni giorno ci sono anche vittime di violenze non fatali, sopravvissute ad abusi fisici, sessuali e psicologici, o all’abbandono. Per questo è importante mantenere alta l’attenzione su questo tema.

Lo afferma anche Elsa Cozzi, responsabile dei Ministeri a favore dei Bambini della Chiesa in Europa.

Guarda il video.

“La violenza interpersonale non fatale è più comune dell’omicidio e ha conseguenze durature e serie sulla salute e la vita sociale” afferma la dott.sa Katia G. Reinert, direttore associato dei Ministeri per la Salute della Chiesa mondiale e autrice del sermone per la Giornata.

“Le ferite di tale violenza si sentono in profondità, e gli effetti possono essere devastanti e di lunga durata” aggiunge “L’abuso psicologico è reale e lascia conseguenze durevoli. I segni dell’abuso fisico possono guarire, ma quello dell’abuso emotivo non si vedono e ci vuole più tempo per guarire. L’abuso emotivo può distruggere la propria autostima, trasformandola in vergogna e bassa autostima”.

Ogni anno, i Ministeri Femminili della Chiesa mondiale, in collaborazione con altri dipartimenti della denominazione (Bambini, Gioventù, Educazione, Famiglia, Salute, ecc.) preparano le risorse da utilizzare nelle comunità. “Parole che feriscono. Il trauma dell’abuso emotivo”, è il tema della Giornata che pone l’accento proprio sulla violenza interpersonale. Un fenomeno presente anche nelle famiglie cristiane e che bisogna combattere.

Un fenomeno radicato nella società
In occasione della Giornata EndItNow, Radio Voce della Speranza di Firenze ha rivolto alcune domande allo psicoterapeuta Giuseppe Tomai. Nell’intervista, Roberto Vacca e Claudio Coppini hanno chiesti come mai il fenomeno degli abusi e della violenza continui a essere così radicato nelle società del mondo e nella nostra, nonostante l’aria di progresso che respiriamo in tanti ambiti di questo XXI secolo.

Si tratta di un problema diffuso e trasversale, che coinvolge persone di ogni ceto sociale e livello d’istruzione.

Ascolta l’intervista a Giuseppe Tomai.

 

Un luogo per rompere il silenzio
Raquel Arrais
, direttore associato dei Ministeri Femminili della Chiesa  mondiale, spiega perché è necessario dedicare almeno un sabato all’anno a questa tematica: “Ci sono così tante persone che soffrono in silenzio pensando che alla chiesa non importi. Invece non è così. Dedicare una giornata alla prevenzione degli abusi è un modo tangibile per sensibilizzare la comunità, e far capire che serviamo un Dio di giustizia e d’amore”.

R. Arrais continua: “Il nostro scopo è anche quello di creare un ambiente ecclesiastico in cui tutti possano affrontare questo problema in modo sicuro. Il movimento #MeToo è diventato una piattaforma o un forum in cui molti sopravvissuti agli abusi sessuali hanno l’opportunità di portare alla luce il trauma che hanno subito. In molti modi, è un luogo per rompere il silenzio su questo tema tanto delicato”.

Vi è ancora molto da fare, ma Heather-Dawn Small, responsabile dei Ministeri Femminili della Chiesa mondiale, ha constatato un cambiamento nell’atteggiamento di molti membri che ora sono disposti a parlare di abusi e a cercare soluzioni.

“I Ministeri Femminili” afferma “sono concentrati su questo tema dal 2002 e non c’è quasi nessuna chiesa che non conosca l’argomento. La questione dell’abuso è un problema sociale che noi, chiesa, non possiamo ignorare. Va contro l’essenza di Dio, che è amore (1 Gv 4:8). Per mostrare al mondo l’amore di Dio, è necessario affrontare i problemi sociali quali abusi, povertà, analfabetismo, e così via”.