lunedì, settembre 24, 2018
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Porto Rico per sempre divisa tra prima e dopo Maria

La Chiesa continua a contribuire alla ricostruzione di case, chiese e scuole colpite dall’uragano dello scorso anno.

Notizie Avventiste – Porto Rico avrà per sempre due storie: una prima dell’uragano Maria e una dopo. “La prima sembra molto lontana e la successiva è ancora in via di sviluppo”, ha affermato Jose Alberto Rodríguez, presidente della Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno nel Paese caraibico, che non avrebbe mai pensato di vedere la sua amata isola devastata da una tempesta così potente. L’uragano Maria, di categoria 5, ha colpito il 20 settembre 2017 e gli effetti si fanno ancora sentire. Dopo quattro mesi, il 35% dell’isola è tuttora senza energia, parecchie case necessitano di riparazioni, le aziende hanno chiuso, la disoccupazione è aumentata e molte persone hanno bisogno di assistenza.

La Chiesa prosegue negli interventi
Davanti a tante sfide, la Chiesa avventista prosegue negli interventi ancora oggi, senza interruzione. La denominazione gestisce un ospedale, un’università, una clinica, due stazioni radio, 20 scuole primarie e secondarie, e centinaia di chiese locali. L’uragano non ha fermato lo spirito premuroso degli avventisti e dei loro amici nella comunità. Rodríguez racconta di membri di chiesa e amici, molti dei quali imprenditori, che hanno portato denaro per aiutare a gestire l’ospedale e l’università avventista quando le banche erano chiuse e mancava la liquidità.

Centinaia di membri si sono incontrati nelle loro chiese locali per pulire, cucinare e accogliere le persone del vicinato con pasti caldi ogni giorno, per settimane dopo la tempesta. “Ogni chiesa su quest’isola ha un coordinatore Adra per cui, quando si è verificato il blackout e le chiese non hanno potuto comunicare con i dirigenti, sono immediatamente entrati in azione proprio come erano stati addestrati a fare nelle comunità circostanti” ha spiegato Rodríguez “Se non fosse stato per questa organizzazione, le cose avrebbero potuto richiedere molto più tempo”.

Sono innumerevoli le esperienze vissute dagli avventisti nelle attività di servizio a favore della collettività. Il loro impegno nell’aiutare le persone i+che le circondano commuove ancora Rodríguez. “Abbiamo membri di chiesa con un cuore d’oro, ovunque si vada” ha affermato.

“Dopo l’uragano Maria, abbiamo scoperto intorno a noi tante persone che vivono in povertà” ha aggiunto “Ora svolgiamo la nostra evangelizzazione pubblica al servizio della società, aiutando chi è nel bisogno. Questa è una testimonianza molto maggiore in un periodo di grande bisogno di amore, compassione e speranza”.

Continua l’assistenza di Adra
Inoltre, la Chiesa si muove velocemente per aiutare coloro che lottano ancora per ricostruire la loro vita. Grazie ad Adra Inter-America e Porto Rico, la Chiesa si occupa della costruzione di 125 nuovi tetti delle case che non sono rientrate nell’assistenza Fema (Federal Emergency Management Agency). Circa 100 chiese sono ancora senza energia elettrica, vale a dire un terzo dei 320 luoghi di culto avventisti presenti nell’isola. Alcune sono fornite di generatori, in altre le riunioni si svolgono la mattina presto, quando non fa molto caldo.

Sfide finanziarie
Circa 345.000 residenti hanno lasciato Porto Rico dopo l’uragano Maria, compresi 2.000 avventisti. Questo ha fatto sì che i vertici della denominazione rivedessero la loro gestione finanziaria. “Con un’economia in declino ancor prima dell’uragano” ha affermato Luis Rivera, tesoriere dell’Unione avventista a Porto Rico “la Chiesa ha visto un decremento del 52% delle decime nei primi due mesi dopo la tempesta”.

Inoltre, 35 studenti non sono tornati nell’università avventista di Mayaguez, in questo semestre, con una perdita di 200.000 dollari; 108 studenti non si sono più iscritti nelle 20 scuole primarie e secondarie dell’isola, il che equivale a una perdita di 300.000 dollari. Per questo i leader della Chiesa hanno dovuto adeguare il loro budget operativo a circa il 15% in meno. “Ogni mese e a tempo indefinito, i dipendenti della nostra Unione ricevono il 10% in meno del loro stipendio”, ha spiegato il tesoriere.

Ma nonostante questo, L. Rivera ha visto le mani di Dio che mantengono la Chiesa forte e attiva, nonostante le sfide: “Vedo un Paese che lavora più unito; le nostre comunità sono concentrate sull’opera di testimonianza tramite il servizio.

Secondo il presidente Rodríguez, ciò che era arido e cupo, con la tempesta si è trasformato in nuova opportunità. “Questa esperienza non ci farà rinunciare a Porto Rico. I nostri membri sono fedeli, rimarranno radicati nelle verità bibliche e continueranno nel servizio, condividendo la speranza ovunque vadano… Le lezioni che abbiamo imparato dopo la tempesta ci aiuteranno ad essere preparati meglio per la prossima stagione degli uragani”.

(Fonte e foto: Libna Stevens, Inter-American Division)