domenica, Marzo 24, 2019
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Perugia. Inquinamento e legalità: aspetti morali ed economici

N31-Perugia_De Meo su creatoLa parola a un avventista per il secondo incontro della serie “Educare alla custodia del creato, per la salute dei nostri paesi e delle nostre città”, organizzata dal Consiglio ecumenico delle chiese della città umbra.

Notizie Avventiste – “Il tema etico posto dai pericoli di un’estinzione di numerose specie animali e vegetali, una vera e propria estinzione di massa causata dall’uomo, e di cambiamenti climatici globali che muterebbero in maniera significativa i destini di larga parte dell’umanità, sembra farsi strada tra le preoccupazioni dei cristiani, anche se in modo non adeguato alla gravità e alla impellenza della situazione”. È iniziata così la relazione di Giovanni De Meo, giornalista e membro della chiesa cristiana avventista, tenuta lunedì 15 settembre, nella sede del Centro del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) di Perugia.

L’incontro fa parte del programma “Educare alla custodia del creato, per la salute dei nostri paesi e delle nostre città”, che si articola in quattro interventi durante tutto il mese di settembre, tenuti da altrettante chiese del Cec di cui fanno parte le chiese cattolica, ortodossa romena, ortodossa greca, ortodossa russa, valdese e avventista del 7° giorno.

Il tema dell’incontro è stato “Inquinamento e legalità: aspetti morali ed economici”, che De Meo ha trattato con competenza, presentando la situazione e ciò che possono fare le chiese.

La Chiesa avventista ha votato alcune dichiarazioni sull’ambiente (1995), sui pericoli dei cambiamenti climatici (1995), sulla salvaguardia del creato (1992).

“Come avete notato leggendo queste tre dichiarazioni”, afferma Giovanni De Meo nella sua relazione, “la nostra Chiesa si rivolge sia ai propri membri esortandoli a una ‘… rivalutazione delle nostre esigenze in quanto individui…’, sia ai governi, soprattutto quelli occidentali, in gran parte responsabili di questa situazione”.

In origine, Dio pose l’uomo e la donna nel giardino affinché lo custodissero e la gestissero al meglio. In questo modo avrebbero sviluppato le molteplici risorse ricevute in dono e collaborato con Dio nell’amministrare la creazione. “Una tale visione, dunque, ci porta a considerare l’uomo non tanto come colui che sfrutta la natura a suo piacimento, ma piuttosto come colui che, fedele amministratore di Dio, interagisce in modo positivo con la natura, dovendone poi rendere conto a Dio stesso”, aggiunge Giovanni De Meo.

Il principio di rispetto di Dio creatore e della natura ricevuta in gestione ritorna per gli avventisti nell’osservanza del sabato biblico, come memoriale della creazione.

“Proprio per questo vogliamo ammirare la natura, lodare Dio e allo stesso tempo essere pronti a rispettare e conservare le risorse naturali che sono state poste nelle mani dell’uomo affinché le amministrasse. Il credente che osserva il sabato, non agisce più come un predatore, ma come colui che ha cura della natura; sviluppando la coscienza di un’amministrazione responsabile della creazione di Dio”, ha continuato De Meo.

Oltre all’intervento della chiesa avventista, vi sono stati in altri giorni quelli di Ionut Radu, reverendo ortodosso romeno, sul tema “Shalom: in pace su una terra abitabile”; di Pawel Gajewski, pastore valdese, sul tema: “Educare alla custodia del creato per la sicurezza delle nostre città. Sicurezza alimentare”; e lunedì 29 settembre, sarà la volta di Annarita Caponera, cattolica, che chiuderà il ciclo con la sua relazione “Per la salubrità delle città”; concluderà un video sulla bellezza del creato, a cura di Carlo Cirotto.

Tutti gli interventi saranno pubblicati sul trimestrale cittadino “Una città per il dialogo”, Bollettino di informazione dell’Associazione centro universitario ecumenico “San Martino” e del Centro internazionale di accoglienza della gioventù.

Per leggere la relazione di Giovanni De Meo, cliccare qui.

Per leggere le dichiarazioni della Chiesa avventista su ambiente e creato, cliccare qui.