sabato, Agosto 24, 2019
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Otto per mille. Accogliere e servire le persone più bisognose sempre!

N13-8xmille2014Progetti di assistenza, soccorso, salute, servizio agli anziani, ospitalità ai familiari degli ammalati, aggregazione sociale, cooperazione allo sviluppo dei paesi emergenti

Notizie Avventiste – L’Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del 7° giorno usa l’intero importo dell’otto per mille del gettito Irpef, assegnatole dalle scelte dei contribuienti, per realizzare progetti in favore dei cittadini del nostro paese che vivono situazioni di disagio,  per la prevenzione e la salute, per servizi in favore degli anziani, per attività sociali; oltre a progetti di cooperazione allo sviluppo nei paesi emergenti.

Il past. Franco Evangelisti, direttore dell’ente Osa (Opera Sociale Avventista) che gestisce i fondi otto per mille, risponde ad alcune domande su quanto realizzato e sui progetti in corso.

Notizie Avventiste: Accogliere è la parola chiave della campagna otto per mille di quest’anno. Perché questa scelta?
Franco Evangelisti: Fare del bene al prossimo, accoglierlo, è un piacere per l’essere umano, un piacere ancora più grande per il cristiano. Fare del bene, accogliere, è aiutare l’altro nelle sue esigenze. Da circa una quindicina di anni, la Chiesa avventista in Italia ha sviluppato in maniera più intensa l’accoglienza. Ha accolto centinaia di stranieri, ha organizzato attività e luoghi, ha ampliato una mentalità dell’accoglienza.  Sono nate o si sono sviluppate diverse strutture adatte a diversi tipi di accoglienza: “Villa Aurora” e “la Colonica” a Firenze, La Casa di Riposo “Casa Mia” a Forlì, una serie di mini alloggi a Genova, alcune camere a Torino, “Casuccia Visani” in provincia di Arezzo, “Le Sorgenti” a Piazza Armerina e molte altre realtà presenti nei locali di numerose chiese. Quindi l’accoglienza è stata vissuta, e ci auguriamo possa continuare a essere una priorità.

N. A.: Quali sono i progetti realizzati ultimamente o da realizzare in Italia?
F. A.: In questi ultimi anni abbiamo avviato “La piazzetta”, un centro integrato di accoglienza a Bologna; la casa “Aurora” a Firenze un luogo dove parenti di ospedalizzati possono trovare accoglienza a prezzi calmierati; un piccolo centro di accoglienza a Pescara; uno a Rieti dove oltre a mangiare si può essere accolti imparando; abbiamo cercato di sviluppare ulteriormente il Centro di Cesena non solo con il progetto “Pranzassieme”; è iniziata un’attività di accoglienza anche a Merate; è stata ampliata la struttura della casa di riposo “Casa Mia” a Forlì, dove gli anziani residenti avranno più spazi. Molte sono ancora le potenzialità da sviluppare nei locali di moltissime chiese e in altre realtà, ma la vera accoglienza non la fanno i locali bensì le persone. Solo le persone accolgono le persone. Certo i locali e le strutture sono a volte indispensabili, ma non servirebbero a nulla se non ci fossero delle persone che “danno da bere, da mangiare, vanno a trovare…”. Approfitto per ringraziare tutti i volontari e incoraggiare altri ad accogliere.

N. A.: Ci sono progetti che realizzerete all’estero?
F. A.: Il nostro braccio operativo all’estero è soprattutto Adra Italia (Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso) tramite la quale sosteniamo una serie di progetti umanitari, alcuni in collaborazione con altri enti e associazioni. In Namibia è stato avviato il progetto scolastico e sanitario “Una scuola, una famiglia”, un centro per 56 studenti della scuola di Kongola, di età compresa tra i 5 e 10 anni; in Guinea Bissau sono state donate delle borse di studio per la formazione liceale e universitaria a studenti bisognosi e meritevoli; in Marocco è stato realizzato un progetto di alfabetizzazione, sanità alimentare e integrazione sociale rivolto a donne, in collaborazione con il dipartimento dei Ministeri Femminili; in Bangladesh, con il progetto nel settore igienico-sanitario “Chalantika Mother and Child Health”, è stato garantito alle madri e ai bambini affetti da malattie di consultare i dottori e avere un check-up clinico e le medicine di base, inoltre i bambini sotto i 5 anni sono sottoposti a un programma di nutrizione ricevendo dei pasti giornalieri completi; nelle Filippine, con il progetto post-emergenza “Self-Recovery of Shelter”, sono stati distribuiti kit di prima necessità nei momenti successivi al passaggio del tifone; in Ruanda, a Kigali, si sta lavorando a un progetto di costruzione di una mensa scolastica a sostegno del progetto “One cup of milk”; in Togo verranno regalate 40 biciclette, una per nucleo familiare, a 40 famiglie povere di un villaggio vicino a Lomé, per facilitare la scolarizzazione dei ragazzi e un più sicuro e rapido accesso all’acqua, al cibo, alle cure sanitarie.

Per vedere il video dell’otto per mille all’Unione avventista cliccare qui.