mercoledì, Settembre 30, 2020
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Oltre ogni immaginazione. Spade in vomeri

Francesco Zenzale – Non ho fatto il servizio militare e non ho mai impugnato una spada, una pistola, un fucile o un bazooka, e pertanto non so come si utilizzano, ma conosco il motivo per cui si costruiscono, si vendono e si comprano: evocano denaro e morte. Non ho mai visto una bomba o un aereo militare, se non in televisione. Anche questi strumenti mi angosciano.

Dagli archi alle balestre, dai pugnali alle spade, dalle pistole ai bazooka, passando dai fucili. Dai cannoni alle mine anticarro, dai carri armati ai cacciabombardieri e dall’energia atomica alla bomba atomica, a idrogeno o peggio ancora al gas nervino… Fino a quando dobbiamo reggere questo inconcepibile equipaggiamento di morte? Si racconta che ciascuno di noi dorma sopra un cuscino pari a trenta kilogrammi di tritolo. Tutto ciò mi affligge, ma non mi atterrisce.

La profezia aveva previsto che l’umanità sarebbe arrivata al punto di distruggere la terra, ma aveva anche segnalato che “è giunto il tempo di giudicare i morti, di dare il loro premio ai tuoi servitori, i profeti, ed ai santi e a quelli che temono il tuo nome, e piccoli e grandi” (Apocalisse 11:18, Luzzi).

Il profeta Isaia, prima ancora di Giovanni, annunciava: “Egli [Dio] giudicherà tra nazione e nazione e sarà l’arbitro fra molti popoli; ed essi delle loro spade fabbricheranno vomeri d’aratro, e delle loro lance, roncole; una nazione non leverà più la spada contro un’altra, e non impareranno più la guerra” (Isaia 2:4, Luzzi).

Che meravigliosa notizia! Non ci sarà più bisogno di soccorrere profughi. Non vedremo più intere città rase al suolo dai bombardamenti, bambini e adulti inghiottiti dal mare o uccisi dalla violenza delle armi impugnate dai loro stessi fratelli o connazionali.

Dice il Signore: “Non si farà né male né guasto su tutto il mio monte santo, poiché la terra sarà ripiena della conoscenza dell’Eterno, come il fondo del mare dall’acque che lo coprono” (Isaia 11:9, Luzzi). “Molti popoli v’accorreranno, e diranno: ‘Venite, saliamo al monte dell’Eterno, alla casa dell’Iddio di Giacobbe; egli ci ammaestrerà intorno alle sue vie, e noi cammineremo per i suoi sentieri’. Poiché da Sion uscirà la legge, e da Gerusalemme la parola dell’Eterno” (Isaia 2:3, Luzzi).

Oltre ogni immaginazione! Dio risponde alle nostre aspirazioni secondo criteri che gli sono propri, soddisfacendo pienamente il desiderio di un’esistenza serena e avvincente, che si muove nella fratellanza universale, nel diritto di esistere senza la paura di essere depauperati, ma arricchiti dall’altrui presenza.

Pertanto, per il tempo che ci rimane da vivere, in vista della piena attuazione del suo regno, concediamo alla grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, di insegnarci a “rinunciare all’empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo, aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù” (Tito 2:11-13).

 

Pubblicato in omaggio e memoria dell’autore.