lunedì, Luglio 13, 2020
Home > Spirituale > Oltre ogni immaginazione. Deserti fioriti e sentieri sicuri

Oltre ogni immaginazione. Deserti fioriti e sentieri sicuri

Francesco Zenzale – Vivendo in una parte dell’Italia rigogliosamente verde, fra montagne e laghi, è meraviglioso passeggiare per ore e godere d’incantevoli paesaggi. Sembra di essere in paradiso! Il fruscio del vento, il brusio dei variegati insetti, il cinguettio degli uccelli, il passo felpato degli scoiattoli e delle volpi, il muggire delle mucche, il gorgoglio del ruscello o di una cascata, e poi il profumo della terra, dei prati in fiore, del fieno falciato e tanti altri odori delle aziende agricole, che risultano sgradevoli per chi vive in città.

È emozionante percorre lunghi sentieri pianeggianti a ridosso di un rivolo o di un fiume, senza l’ansia delle strisce pedonali, del semaforo rosso e del borsaiolo. Non si respira aria con l’acre odore di morte tipico di città che brulicano di automobili, pullman, metrò e di gente che corre col telefonino all’orecchio: un deserto sociale, esistenziale e ambientale.

Il 22 aprile 2016, Giornata mondiale dell’ambiente, all’Onu, 175 Paesi hanno firmato l’accordo sul clima raggiunto alla Cop21 di Parigi. il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, all’apertura della cerimonia, ha esortato tutti i Paesi a “muoversi rapidamente per unirsi all’accordo a livello nazionale in modo che possa diventare operativo il più presto possibile”.

Io non so in che modo e con quale efficacia i Paesi firmatari riusciranno a migliorare la qualità dell’ambiente. Onestamente mi resta difficile credere che si possa fermare questo processo di autodistruzione: troppi interessi economici e forse siamo arrivati al punto del non ritorno. L’apostolo Paolo evidenziava che la creazione perdura in uno stato di sofferenza e che “sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio” (Romani 8:21), quando Gesù ritornerà.

Il profeta Isaia annunciava che nel regno messianico, “il deserto e la terra arida si rallegreranno, la solitudine gioirà e fiorirà come la rosa; si coprirà di fiori, festeggerà con gioia e canti d’esultanza; le sarà data la gloria del Libano, la magnificenza del Carmelo e di Saron” (Isaia 35:1-2). “Io farò scaturire dei fiumi sulle nude alture, delle fonti in mezzo alle valli; farò del deserto uno stagno, della terra arida una terra di sorgenti; pianterò nel deserto il cedro, l’acacia, il mirto e l’olivo selvatico; metterò nei luoghi sterili il cipresso, il platano e il larice tutti assieme, affinché quelli vedano, sappiano, considerino e capiscano tutti quanti che la mano del Signore ha operato questo e che il Santo d’Israele ne è il creatore (Isaia 41:18-20).

Nell’attesa del compimento di questa entusiasmante promessa, espressa con parole a noi familiari, i credenti dovrebbero ricordarsi, secondo Genesi 2:15, che se lo spazio dove vivono è distrutto, la loro esistenza è in pericolo. La gestione del mondo creato è dunque di importanza vitale. Il compito di assicurare il benessere del pianeta non deve fondarsi sul pretesto del carattere sacro della natura, ma sul fatto che l’Altissimo ha designato l’uomo come suo amministratore.

 Pubblicato in omaggio e memoria dell’autore.

[Immagine: Pixabay]