martedì, novembre 13, 2018
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Non solo Doss

Un articolo del 1946 della rivista Segni dei Tempi porta alla luce le storie di altri giovani avventisti che nella seconda guerra mondiale si sono distinti per aver salvato vite umane.

Notizie Avventiste – Nei cinema è ancora in cartellone “La battaglia di Haksaw Ridge”, sull’eroe avventista della seconda guerra mondiale, Desmond Doss. A 20 giorni dalla sua uscita nel nostro paese, il film continua a registrare una buona affluenza di spettatori.

La vicenda di Doss, così appassionante e vera, ha attirato l’attenzione di Giovanni De Meo che, durante una ricerca tra i documenti dell’archivio storico della Chiesa cristiana avventista italiana, pazientemente raccolto e catalogato nella sua casa in Umbria, si è imbattuto in un articolo del 1946, pubblicato dalla rivista bimestrale Segni dei Tempi (marzo/aprile), un anno dopo la fine del secondo conflitto mondiale.

“Forse potrà far piacere a molti che non hanno mai potuto leggere questo articolo”, ha spiegato G. De Meo a Notizie Avventiste, “Si potrà scoprire che altri giovani hanno dato una forte e attiva testimonianza di fede. Desmond Doss, quindi, non è stato un caso isolato, anche se è quello più conosciuto”.

“Su tutti i fronti di guerra vi sono stati molti casi in cui i soldati avventisti del settimo giorno hanno dimostrato di saper mettere in pratica i principi del Vangelo”, esordisce l’articolo intitolato “Gesti audaci sui campi di battaglia”.

Si parla del soldato Duane N. Kinmann. Le sue “nobili gesta lo hanno reso noto vicino e lontano col nome di ‘Il chirurgo della trincea’”. Era aggregato al reparto di pronto soccorso e l’11 novembre 1944, salvò un compagno colpito alla gola dalla scheggia di un proiettile. Dopo aver praticato un’incisione nella trachea del ferito con il suo temperino, inserì nell’apertura il coperchio della sua penna stilografica. Fu sufficiente per mantenere in vita il giovane fino al ricovero in ospedale.

Orville Cox, infermiere delle truppe, portò in salvo due commilitoni feriti durante la campagna di Guadalcanal. Sfidando il fuoco delle mitragliatrici “si avvicinò a due compagni gravemente feriti, li fasciò e stette con loro finché i giapponesi furono respinti dalle truppe americane”.

Ma l’impresa più eroica, anche per l’articolo del 1946, fu quella di Desmond Doss. Di lui parlarono ampiamente tutti i quotidiani americani dell’epoca. Associated Press, United Press, New York Times, New York Herald Tribune, “tutti hanno affermato, nei loro articoli, che il soldato Doss, aggregato a un plotone di pronto soccorso, è un avventista del settimo giorno, il quale non ha voluto portare armi, ed è un fedele osservatore del sabato”.

L’United Press del 13 maggio 1945 titolava: “Uno che non vuole portare armi e che, divenuto l’eroe del 77° fanteria, lascia Bibbia e preghiere per salvare 75 uomini a Okinawa”.

L’articolo riporta la notizia del quotidiano americano in cui si parla anche della Medaglia d’Onore del Congresso conferita al ventiseienne Desmond Doss dal presidente degli Stati Uniti, Harry S. Truman.

“Eroi come Doss non vengono su per caso”, prosegue l’United Press che, riferendosi alla famiglia e alla scuola avventista frequentata dal giovane aggiunge, “Essi crescono in un fertile suolo…”. Poi conclude: “(Doss) Sempre è stato un fedele esponente delle verità della Bibbia ed ha attentamente praticato ciò che la sua Chiesa insegna”.

 
Video biografia di Desmond Doss