mercoledì, Settembre 23, 2020
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Missione integrale, dignità delle persone e cellule di aiuto. Il Bilancio Sociale di battisti, Esercito della Salvezza e pentecostali

Bilancio sociale-6dicembre2014_3Notizie Avventiste – Nella Giornata del Bilancio Sociale, organizzata sabato 6 dicembre presso la chiesa cristiana avventista di Piazza Vulture 1, a Roma, anche la Chiesa battista, l’Esercito della Salvezza e la Chiesa pentecostale hanno presentato una sintesi delle iniziative in favore del prossimo.

La Chiesa battista
Il Bilancio Sociale deve avere una struttura di missione integrale, in cui alla proclamazione orale va affiancata la pratica sociale. Lo ha affermato la past. Gabriella Lio, responsabile del dipartimento Evangelizzazione presso l’Unione della chiese evangeliche battiste in Italia (Ucebi), che ha iniziato il suo intervento parlando di diaconia “leggera”. Infatti, in seguito alla crisi economica, l’Ucebi ha perso alcune istituzioni e salvaguardato quelle che ha potuto. È rimasta, quindi , una sola casa di riposo battista, l’Istituto G. B. Taylor, a Roma.

La misBilancio sociale-6dicembre2014_4sione integrale corrisponde al sacerdozio universale del credente, concetto un po’ trascurato dai protestanti che si sono concentrati maggiormente su temi quali grazia, fede e Scrittura. “Come protestanti”, ha piegato la pastora Lio, “abbiamo lasciato un pochino da parte l’importanza del sacerdozio universale dei credenti, la nostra azione nella società e nel mondo a favore della pace, della giustizia e anche della salvaguardia del creato. Questa è una parte che ciascuno di noi deve riprendere”.

Gesù, Dio incarnato, è nostro esempio e Maestro di insegnamenti fondamentali. “L’incarnazione come uguaglianza, solidarietà e presenza fu centrale nella missione di Cristo e non può essere da meno per ciascuno e ciascuna di noi”, ha continuato la pastora battista.

Il credente è chiamato da Dio a svolgere un ruolo nella società e a essere presenza concreta nella vita civile, sociale, culturale, domestica, ecc. “Nulla deve essere trascurato”, ha continuato Gabriella Lio, “la lode, il ringraziamento a Dio, il servizio verso il prossimo, l’evangelizzazione e il senso comunitario, così importante nella crescita spirituale, e il discepolato, il ruolo profetico che noi come chiese abbiamo rispetto alla realtà che viviamo”. Poi, citando il pastore battista Martin Luther King, ha concluso: “La nostra generazione dovrebbe pentirsi non solo per le parole e le azioni di odio della gente malvagia, ma per lo spaventoso silenzio dei buoni. Dio ci chiama a essere testimoni, e in parte già lo siamo, insieme in un cammino comune, appoggiandoci e pregando gli uni per gli altri, per l’avanzamento del regno di Dio”.

Bilancio sociale-6dicembre2014_2L’Esercito della Salvezza
L’Esercito della Salvezza è ben conosciuto nel mondo per il suo impegno sociale. In alcune nazioni, come Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada e Australia, la denominazione è seconda solo ai governi nazionali come fornitore di servizi di assistenza sociale.

“Ma non si tratta semplicemente di iniziative umanitarie, dietro c’è una visione di fede. Nasciamo dalla matrice della tradizione wesleyana secondo cui la vita cristiana è intesa come amore e servizio verso Dio e verso il prossimo. Il nostro vecchio slogan infatti recita: cuore a Dio e mano agli uomini. L’impegno sociale è quindi un’espressione vitale della nostra fede”, ha affermato il Maggiore David Cavanagh, segretario generale del Comando dell’Esercito della Salvezza in Italia.

L’impegno sociale si concretizza nel mondo in opere di vario genere quali scuole, case per bambini, ostelli per senza fissa dimora, ospedali, programmi di emergenza per i disastri, ecc. Per raccogliere le risorse necessarie a volte si aggiungono iniziative di autotassazione, come i club dei 5 euro.
“I membri versano ogni mese almeno cinque euro per fornire cibo a famiglie che altrimenti non lo avrebbero o per pagare la mensa scolastica per i bambini che altrimenti non usufruirebbero di questo servizio”, ha spiegato Il Maggiore Cavanagh.

Un ambito in cui l’Esercito della Salvezza lavora è la difesa della giustizia sociale e, in particolare, la lotta contro la tratta umana: il fenomeno della compravendita di uomini, donne e bambini ai fini dello sfruttamento sessuale, del lavoro forzato nei campi, della riduzione in schiavitù, del commercio degli organi per il trapianto. E l’Italia è uno dei principali paesi di passaggio per la tratta umana.
“A livello internazionale”, ha spiegato Cavanagh, “abbiamo fatto di questa attività una priorità. In Gran Bretagna, ad esempio, l’Esercito della Salvezza è stato incaricato dal governo di gestire un programma di accompagnamento e assistenza alle vittime della tratta. Mentre in Africa, Asia ed Europa dell’Est lanciamo programmi di sensibilizzazione per cercare di impedire che le persone cadano in mano agli sfruttatori. In Italia muoviamo ancora i primi passi in questo campo, ma da un anno circa abbiamo incaricato un collega qui a Roma di sondare il terreno, fare sensibilizzazione e formazione, cominciare a creare rapporti e reti di collaborazioni con altri enti. Nei primi giorni di gennaio alcuni gruppi inizieranno a uscire nelle zone a luci rosse di Roma, per incontrare le signore della notte, allo scopo di stabilire con loro rapporti di fiducia, ascoltare le loro storie, cercare di capire come aiutare e offrire sostegno per quanto possibile”.

Fornire servizi senza mai dimenticare di dare importanza alla dignità delle persone è un’altra priorità dell’Esercito della Salvezza. Spesso gli emarginati sono trattati come una classe sociale, una massa: i senza tetto, i senza fissa dimora, i barboni, ecc. Si dimentica che sono individui che hanno una loro identità.
“Al centro del servizio sociale cristiano”, ha concluso il Maggiore Cavanagh, “ci deve essere sempre la persona con la sua dignità, il suo valore unico in quanto creatura formata a immagine e somiglianza del Creatore. Il servizio sociale risponde alle necessità materiali della vita, ma oltre questo deve anche occuparsi della dimensione esistenziale, la difesa e promozione della dignità umana, la nutrizione e l’arricchimento del suo spirito inteso in senso largo, la salvaguardia e la promozione del suo inserimento sociale, cercando di stabilire e ristabilire rapporti umani con soggetti emarginati e vulnerabili. Questo è lo spirito che storicamente ha animato e deve sempre animare l’intervento sociale dell’Esercito della Salvezza e, credo. di ogni cristiano che voglia servire Dio attraverso il servizio del prossimo”.

Bilancio sociale-6dicembre2014_1La Chiesa pentecostale
Le attività di aiuto all’interno e all’esterno della comunità caratterizzano la Cevi (Chiesa evangelica internazionale).
“Oggi Cevi è una realtà all’interno del mondo pentecostale e, nel senso più ampio, all’interno del mondo evangelico, presente su tutto il territorio nazionale. Siamo in 11 regioni con circa 30 chiese complessivamente”, ha affermato il past. Dario Coviello che ha presentato alcuni dati del Bilancio Sociale.

Per rispondere alle esigenze interne delle comunità, ad esempio problemi di persone anziane o straniere, è stata creata la struttura della cellula. “Il responsabile di ogni cellula”, ha spiegato D. Coviello, “non solo incontra periodicamente i membri, ma si occupa anche di risolvere quelli che sono i problemi pratici e se c’è un nuovo credente cha ha problemi con i documenti di immigrazione, cerchiamo di aiutarlo”.

Ci sono anche iniziative formative per i giovani. “Abbiamo attività assimilate a quelle degli oratori e ciò ci ha consentito di avere un contributo per sostenere gli insegnanti che di volta in volta svolgono, per esempio, corsi di informatica, canto, cucito, quindi anche attività pratiche”.

Per le attività all’esterno della chiesa, Cevi ha creato Aidworld. “Nel 2003 nasce questa onlus che non solo promuove progetti nei paesi più disagiati del mondo, ma cerca di farlo senza sradicare le persone dal loro ambiente e dalla loro cultura”.

Poiché non riceve alcun sostegno dagli enti pubblici, Aidworld ha messo insieme una serie di iniziative per reperire i fondi . “E quindi il principale strumento che usiamo è quello dell’adozione a distanza. Poi c’è un gemellaggio con le scuole e varie iniziative di beneficenza, come i mercatini solidali e le bomboniere solidali. Abbiamo creato proprio un dipartimento, all’interno dell’associazione, che si occupa di ideare e realizzare questi gadget che diventano uno strumento di sostentamento”, ha affermato D. Coviello.

Un progetto importante sostenuto da Aidworld è l’aiuto al villaggio di Akwidaa, nel Ghana occidentale, dove il 40 per cento della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno e vi è un elevato tasso di analfabetismo. L’associazione finanzia progetti di alfabetizzazione e di aiuto materiale.
Nel 2014, Aidworld ha sostenuto 7 progetti in Ghana, Brasile e Romania; ha adottato a distanza 170 bambini grazie a 121 sostenitori sia all’interno sia all’esterno della chiesa.

La Chiesa pentecostale collabora anche con il Banco Alimentare e quest’anno ha aiutato 400 persone e distribuito circa 3 tonnellate di pasta e 1.000 litri di olio. Altra realtà coinvolta nel sociale è la corale “La Rugiada” che offre non solo concerti nei luoghi che visita, ma si apre anche al dialogo e intesse relazioni sociali.
“Offre una testimonianza di vita vissuta perché quello che siamo lo portiamo con noi. Queste occasioni sono quindi momenti di incoraggiamento, sostegno morale e sociale e anche di testimonianza”, ha concluso il past. Dario Coviello.