domenica, settembre 23, 2018
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Messaggio di augurio del presidente della Chiesa cristiana avventista europea

csm_Mario_20Brito14__1__2da107ff08Gesù Cristo, centro del Vangelo, è la via d’uscita a caos, paura e insicurezza.

Notizie Avventiste/EUDNews – All’inizio di questo nuovo anno pubblichiamo parte del messaggio di augurio del past. Mario Brito, presidente della Regione Intereuropea della Chiesa cristiana avventista.

“Se osserviamo la natura, scopriamo diversi fasi cicliche – giorni, mesi, stagioni, ecc – dalle quali possiamo trarre lezioni di grande saggezza. Ogni nuovo ciclo porta rinnovate energie, la gioia di un nuovo inizio, la speranza e la possibilità di imparare e migliorare man mano che progrediamo nei diversi ambiti della nostra vita. Tuttavia, per poter imparare le lezioni migliori dai risultati passati, dobbiamo essere aperti e sinceri nel valutarli e nel valutare noi stessi.

Viviamo in un mondo in cui le guerre, i disastri naturali, il crescente antagonismo e la violenza tra gli individui e le nazioni aumentano di intensità e frequenza senza precedenti. Di conseguenza, tra l’altro, è enormemente aumentato il numero degli sfollati in tutto il mondo e in alcuni dei nostri paesi.

Il fenomeno delle migrazioni di massa che sta interessando l’Europa riguarda anche le nostre chiese. In alcuni paesi, le chiese offrono sostegno e accoglienza ai nuovi arrivati. Pur se limitati, questi progetti sono preziosi per dare ai migranti un po’ di conforto e aiuto per recuperare, anche se molto lentamente, ferite terribili. Dobbiamo ammettere, però, che, nel complesso, la nostra risposta alla crisi dei rifugiati è stata lenta e timida.

Non ci sono giustificazioni alle guerre e alle violenze in atto. La maggior parte di questi conflitti, bagnati dal sangue, si crede siano in nome di Dio. Tali conflitti e sfide sono alle porte, e anche all’interno, dei nostri paesi, e quindi, in un modo o nell’altro, ci riguardano tutti. La paura generata dagli attacchi a Parigi e in altri paesi europei ed extraeuropei, è significativa.

Molti leader locali e nazionali hanno riconosciuto o dimostrato con le loro azioni di non essere preparati ad affrontare quanto accade, che minaccia la pace e la stabilità delle loro nazioni e del mondo.

In quanto leader a tutti i livelli della nostra chiesa, siamo pronti a dare le migliori risposte alla sfida dei disastri naturali, dell’aumento della violenza, della guerra e delle sue conseguenze?

Dobbiamo condurre le persone da una situazione di caos, paura e insicurezza, a Gesù Cristo. Molto spesso ci soffermiamo sui segni dei tempi e dimentichiamo che l’obiettivo è Gesù Cristo, nostro Salvatore. In lui possiamo trovare la pace in mezzo ai tumulti più intensi del mondo e avere la certezza della salvezza e della vita eterna. Le persone hanno bisogno di sentire che c’è una via d’uscita all’incubo che attraversano.

In conclusione, vorrei presentare, in modo conciso, alcune delle lezioni più importanti che abbiamo imparato negli ultimi dodici mesi:

– Le massicce ondate di immigrati sulle nostre coste hanno dimostrato che non eravamo preparati a rispondere in modo efficiente a una tale sfida.

– Abbiamo bisogno di imparare a comunicare meglio il nostro messaggio, non solo trasmettendolo attraverso i mezzi di comunicazione, ma essendo in grado di offrire sollievo concreto e amichevole nei momenti di crisi, senza dimenticare di portare le persone alla vera soluzione dei nostri problemi, Gesù Cristo.

– Abbiamo bisogno di formare i nostri leader e creare una rete che ci permetta di essere più efficienti nel rispondere in caso di grandi crisi.

– Non siamo una chiesa morente, ma dobbiamo agire con urgenza, se non vogliamo diventarlo.

– Ogni comunità locale deve avere un progetto chiaro su come mantenere i membri avventisti e recuperare coloro che hanno lasciato la chiesa, attraverso il coinvolgimento attivo e la cura di tutti.

– Le nostre chiese devono diventare centri di vita per la collettività, luoghi ospitali e premurosi, dove i giovani e i bambini si sentono amati e benvenuti.

– Le nostre chiese devono essere incoraggiate e imparare a servire, a sostenere chi è all’interno e all’esterno di esse.

Ora è il momento per ringraziare il Signore delle benedizioni ricevute durante l’anno appena trascorso, e per impegnarci ad essere un inno costante di lode al nostro Dio e Creatore, quando serviamo lui e coloro con i quali verremo in contatto durante il 2016.

Vi auguro un anno benedetto!