giovedì, Dicembre 12, 2019
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Malintesi. La buona parte

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Francesco Zenzale – Il Signore le rispose: “Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta”, Luca 10:41-42.

In un mondo dove prevalgono i valori materiali su quelli spirituali e umani, risulta difficile vivere pienamente. Soffriamo a causa della superficialità imperante. L’aspetto quantitativo della nostra vita prevale sulla intensità e sulla qualità. In realtà molti di noi bruciano l’esistenza o passano semplicemente attraverso di essa, senza viverla. L’incoerenza delle nostre scale di valori si manifesta chiaramente nel modo con cui fondiamo il processo educativo. Siamo relativi nell’assoluto e assoluti nelle cose relative. Diamo molta importanza alle cose secondarie a detrimento dell’essenziale. Apprendiamo innumerevoli nozioni riguardanti la storia, le scienze, la geografia, ecc., ma… ci prepariamo realmente per vivere meglio e più felici?

La nostra conoscenza ci ha reso capaci di conquistare lo spazio esterno al nostro pianeta, ma non quello interiore, relativo al nostro essere. Siamo capaci di governare le forze della natura, ma siamo incapaci di governare la forza della volontà. Capaci di controllare l’energia atomica, ma incapaci di controllare la nostra energia sessuale. Capaci di distruggere la vita sul pianeta, ma incapaci di smettere di bere, di fumare e di criticare. Abbiamo imparato a vincere la forza di gravità, ma non la forza della cultura egemone, dei costumi. Sappiamo guidare i veicoli più sofisticati, ma non sappiamo guidare noi stessi. Abbiamo sconfitto quasi tutte le epidemie, ma non i nostri pregiudizi.

Realizziamo complicatissimi circuiti elettronici dalle connessioni incredibili, ma non sappiamo parlare con i membri della nostra famiglia. Possiamo comunicare con tutto il mondo, ma siamo incapaci di comunicare con nostro padre, i nostri figli o nell’ambito della coppia. Proclamiamo di essere cristiani, ma viviamo lontani da Cristo.

Forse, come Marta, quello di cui abbiamo più bisogno è di fermare un attimo le nostre convulse attività, di discernere nella nostra effimera particella di vita la “buona parte” quella che nessuno potrà mai toglierci, e di incontrarci finalmente con Gesù.

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