domenica, Marzo 24, 2019
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Mai un gesto di umanità nella barbarie del campo di Birkenau

Il racconto di Samuel Modiano, sopravvissuto alla Shoah. L’infanzia felice a Rodi, l’orrore della deportazione.

Hope Media Italia – La memoria non si spegne alla fine di ogni 27 gennaio. I ricordi di chi ha vissuto sulla sua pelle l’orrore dei campi di sterminio ed è ancora qui per raccontarli non hanno giorni stabiliti. Sono testimonianze tragiche ma luminose, che ci permettono di non dimenticare.

Ed è toccante il racconto di Samuel Modiano, sopravvissuto al campo di Birkenau, che dedica la sua vita a mantenere viva la memoria di ciò che ha subito, andando nelle scuole e tra i giovani, perché non si ripeta mai più.

“Non sono stato uno che non ha visto” spiega ai microfoni di Radio Voce della Speranza di Catania “Aushwitz, Birkenau erano il massimo dell’orrore. Non si può spiegare tanta cattiveria umana. Si possono leggere libri, ma non si arriverà mai a capire fin dove arriva la cattiveria dell’essere umano e a Birkenau era il massimo della barbarie”.

Nato nel 1930 a Rodi, Modiano vive un’infanzia felice e indimenticabile fino all’età di 8 anni. Poi la tragedia: nel 1938 vengono promulgate le leggi razziali.

“Avevo un papà adorabile che mi riempiva di consigli, una mamma che mi coccolava e una bellissima sorella più grande di me di tre anni. Avevamo rapporti buonissimi con le comunità islamica turca, ortodossa greca e cattolica italiana. Andavamo d’accordo soprattutto con la comunità musulmana, difatti con essa gli ebrei hanno vissuto insieme in grande armonia per 450 anni”, ricorda, anche se sono stati pochi gli anni della sua spensieratezza.

Samuel Modiano aveva solo 13 anni quando insieme all’intera comunità ebraica di Rodi venne trasferito nel campo di sterminio, dopo un viaggio durissimo durato circa 30 giorni. “Essendo un ragazzo, speravo che il domani sarebbe stato migliore, invece nel campo non ho mai ricevuto un gesto di umanità, né dai nazisti né dai capò. Almeno, questa è la mia esperienza” racconta Madiano. I ricordi terribili di ciò che i suoi occhi di adolescente hanno visto ritornano nei suoi incubi di uomo adulto.

Dal 2005 Samuel ha trovato il senso della sua vita, senso che gli consente di provare gioia, una gioia che diventa speranza ogni volta che incontra e ascolta i giovani nelle scuole.

Ascolta l’intervista a Samuel Modiano