lunedì, Maggio 20, 2019
Home > Italia > Libertà religiosa nel carcere di Parma

Libertà religiosa nel carcere di Parma

foto Laura CaffagniniTavola rotonda ed eventi spirituali per dare un messaggio di speranza.

Notizie Avventiste – Mercoledì 25 maggio, il carcere di Parma ha ospitato nel suo teatro una tavola rotonda sul tema della libertà religiosa.

“Si è parlato anche di applicazione della Costituzione in Italia, dell’importanza della pluralità e della necessità di una legge per colmare le lacune e i limiti della libertà religiosa nel nostro tempo”, ha spiegato Patrizia Evola, della chiesa cristiana avventista di Parma, presente all’evento.

La tavola è stata moderata da due degli insegnanti dei detenuti, due mediatrici culturali accompagnate per l’occasione dalla dott.ssa Lucia Monastero, vice direttrice del penitenziario. All’incontro, svoltosi la mattina, sono intervenuti esponenti delle chiese cattolica, pentecostale e avventista, e della fede musulmana.

“I detenuti hanno mostrato un vivo interesse”, ha aggiunto P. Evola, “sia sul tema religioso, sia riguardo la libertà di fede e, in particolare, sulla necessità di conoscere le altre religioni. Hanno rivolto molte domande, anche al pastore avventista, Daniele La Mantia, che ha risposto coinvolgendo il gruppo. Diverse le richieste di poter continuare l’esperienza in altri momenti. Gli insegnanti e la direzione hanno domandato al pastore di poter continuare il percorso in altre occasioni sia di gruppo sia collaborando con gli insegnanti della casa circondariale di Parma”.

Patrizia Evola non è nuova a incontri nel carcere di Parma. Fa parte del gruppo ecumenico di danza ebraica che realizza anche piccoli eventi nel penitenziario. L’ultimo appuntamento si è svolto il 20 maggio, insieme con il gruppo storico Selah.

“Siamo tornati nella casa circondariale di Parma per offrire ai detenuti un momento di svago e mantenere la promessa che il nostro pastore aveva fatto sia al direttore del carcere, dott. Carlo Berdini, e sia ai detenuti”, ha spiegato P. Evola.

Il programma comprendeva anche letture di brani scelti dai componenti dei due gruppi per introdurre le varie danze e dare ai presenti occasione di riflessione con un messaggio positivo e di spiritualità, in un percorso ben strutturato. Il past. D. La Mantia, organizzatore di questo evento, nel suo messaggio iniziale ha commentato il Salmo 23.

“Ne ha dato una nuova veste e lettura, sottolineando che in questi testi si parla del rapporto intimo ed emozionale di ciascuno con Dio, in un viaggio nel nostro ‘io’ più intimo e profondo”, ha affermato Bruna Codeluppi, della chiesa cristiana avventista di Parma, presente all’evento.

I detenuti hanno apprezzato il messaggio e l’intero programma.
“Alla fine uno di loro, in rappresentanza di tutti, ha espresso non solo apprezzamento per lo spettacolo ma, cosa più importante, per il messaggio di unità e fratellanza trasmesso con la musica, la poesia, la danza e l’arte in genere, che supera ‘qualsiasi ponte, qualsiasi barriera’, confermando così che la loro partecipazione ha colto completamente il nostro messaggio”, ha concluso B. Codeluppi.

(Foto: Laura Caffagnini)