lunedì, Giugno 17, 2019
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Lettera aperta alle istituzioni del nostro Paese

“Fate tutto quanto è in vostro potere affinché non si piombi nella barbarie” chiede l’Uicca ai vertici della Repubblica.

Notizie Avventiste – L’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno (Uicca) ha scritto una lettera aperta al Presidente della Repubblica, alle due cariche dello Stato e al premier, preoccupata per quanto avviene nel Paese. Nel documento, parla di un “cattivo spirito… di disgregazione e rivalsa” che attraversa Italia ed Europa.

Dopo aver ringraziato le istituzioni per il loro lavoro, le incoraggia a proseguire nel “recupero dei valori fondamentali” della Costituzione e “a rilanciare lo spirito di amicizia europea e tra i popoli”. Anche le chiese e le religioni devono contribuire promuovendo l’accoglienza ed “educando alla pacificazione e alla cordialità reciproca”. “Vi assicuriamo alle nostre preghiere”, conclude la lettera.

Testo integrale della lettera aperta

Preg.mo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Ill.ma presidente del Senato della Repubblica, Sen. Maria Elisabetta Alberti Casellati
Ill.mo presidente della Camera dei Deputati, On. Roberto Fico
Ill.mo presidente del Consiglio dei Ministri, prof. Giuseppe Conte

In un tempo difficile qual è il nostro, desideriamo rivolgervi una rispettosa supplica: fate tutto quanto è in vostro potere affinché non si piombi nella barbarie che ha drammaticamente segnato la storia del secolo scorso.

Il nostro Paese, e l’intera Europa, sono attraversati da un cattivo spirito: uno spirito di disgregazione e di rivalsa degli uni contro gli altri. Sembra lontanissimo l’afflato europeo che, pur con tutti i distinguo che storicamente si sono palesati, ha cionondimeno caratterizzato la politica dei governi europei sin dal 1950. Tornano per contro ad affiorare pulsioni xenofobe, talvolta larvatamente razziste, che speravamo debellate; si intensificano tensioni sociali certo non nuove, ma nutrite di nuova linfa, la linfa del risentimento e del ripudio per tutto ciò che è stato fin qui.

Si invocano a più riprese, non soltanto in Italia, un orgoglio e un primato dell’interesse nazionale che se non saggiamente declinato può soltanto essere foriero di nuovi conflitti.

Si critica la globalizzazione dei mercati, che certo ha prodotto degli squilibri e non ha trovato una governance politica in grado di orientare e limitare il potere della finanza, ma si omette di dire che interi continenti sono usciti per la prima volta dal cono d’ombra della povertà e dell’irrilevanza in cui la storia li aveva relegati.

Si amplifica in più ambiti la “sottocultura” del sospetto che finirà per avvelenare tutti i pozzi cui il pensiero democratico si disseta.

L’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno, nel riconoscere i gravosi compiti che incombono sulle vostre persone, in qualità della carica così delicata che rivestite, desidera ringraziarvi per quanto quotidianamente fate e incoraggiarvi a proseguire senza indugio sulla via di un paziente quanto necessario recupero dei valori fondamentali della nostra Costituzione, nel compiersi del suo settantesimo anniversario.

L’Unione avventista vi incoraggia altresì a rilanciare lo spirito di amicizia europea e tra i popoli, nella tenace convinzione che i principi proclamati dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, tradotti nella Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali, rappresentino un approdo storico e ideale irrinunciabile.

Anche le chiese, compresa la nostra, e le religioni, dovranno auspicabilmente essere all’altezza di questa sfida, educando alla pacificazione e alla cordialità reciproca e promuovendo l’accoglienza verso tutti gli esseri umani, onde evitare di fornire improvvide e ambigue legittimazioni a qualsivoglia ideologia dell’odio e dell’esclusione.

Fiduciosi nella vostra opera e nel vostro impegno,

E oltremodo consapevoli, come credenti, dell’aiuto e della provvidenza di Dio ma anche del suo giudizio che incombe sui nostri atti e che giudica le nostre coscienze, porgiamo distinti saluti e vi assicuriamo alle nostre preghiere.

Il Comitato Esecutivo dell’Uicca