martedì, Agosto 11, 2020
Home > Italia > L’Associazione per la difesa della libertà religiosa fa pressione sulle Nazioni Unite per la situazione in Iraq e Siria

L’Associazione per la difesa della libertà religiosa fa pressione sulle Nazioni Unite per la situazione in Iraq e Siria

Mideast IraqL’Aidlr chiede un’azione rapida e decisiva per proteggere i cristiani dalla violenza “inimmaginabile e senza precedenti” in atto. 

Notizie Avventiste/ARnews – L’Associazione Internazionale per la Difesa della Libertà Religiosa (Aidlr), organismo legato alla Chiesa avventista, ha rilasciato una dichiarazione in cui esorta le Nazioni Unite e la comunità internazionale ad agire rapidamente e con decisione per proteggere i cristiani in Iraq e in Siria contro la violenza “inimmaginabile e senza precedenti” perpetrata dai militanti dello Stato islamico (Isis).

L’Aidlr afferma che è dovere di ogni persona chiedere al proprio governo di sostenere le iniziative internazionali per porre fine alla violenza nei due paesi.
“Oggi, l’umanità è a un bivio”, afferma l’organizzazione non governativa con sede a Berna, “La tragedia che colpisce cristiani, minoranze religiose, iracheni e siriani innocenti, ci terrorizza”.

Lo Stato islamico e i suoi alleati hanno conquistato ampie zone dell’Iraq e della Siria nelle ultime settimane, uccidendo migliaia di persone, per lo più civili, e costringendo più di un milione di individui a fuggire dalle loro case. Gli Stati Uniti hanno risposto con attacchi aerei. Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha accettato di inviare una delegazione in Iraq per indagare sulle brutali persecuzioni dell’Isis nei confronti di cristiani e altre minoranze.

L’Aidlr, che sulla questione aveva fatto sentire la sua voce alla fine del mese scorso, ha dichiarato, martedì 2 settembre, che le Nazioni Unite devono fare di più.
“L’attuale situazione dei diritti umani richiede vigilanza ed empatia, un approccio politico comune e misure decisive “, ha affermato Liviu Olteanu, che rappresenta l’Aidlr alle Nazioni Unite, al Parlamento europeo, al Consiglio d’Europa e all’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa.
“Altrimenti, queste tragedie continueranno, e ogni anno la delegazione delle Nazioni Unite proporrà e voterà risoluzioni simili sulle questioni delicate, e non cambierà nulla”, ha aggiunto.

L’Aidlr, sezione italiana, condivide e apprezza l’appello lanciato da Liviu Olteanu. Essa ha commentato: “La violenza cui assistiamo in queste settimane nei confronti dei cristiani e nei confronti di altre minoranze in molti luoghi del sud del mondo e del Medioriente, aggiunge un capitolo ulteriore e tutt’altro che inedito alla triste storia degli innumerevoli conflitti di matrice politico-religiosa.

La religione infatti non è il vero motivo scatenante di tali conflitti ma si presta – spesso consapevolmente – a essere utilizzata come formidabile catalizzatore di istanze e rivendicazioni di ben altra natura, e fornisce un efficace quanto fatale innesco ideologico al sentimento di rivalsa di popoli e di gruppi contro altri popoli e altri gruppi. In simili e drammatiche circostanze, alle istituzioni internazionali spetta il compito di disarmare l’aggressore con una violenza commisurata alla minaccia e circoscritta il più possibile all’offensore. Ma, in un secondo tempo, su di esse grava anche la responsabilità di capire fino in fondo le ingiustizie e i meccanismi di oppressione che nel tempo generano violenza o contribuiscono a inacerbire la coscienza dei popoli.

Ai cristiani spetta il compito della preghiera certo, ma la preghiera come atto politico e non soltanto come gesto devoto. La preghiera che chiede a Dio di pacificare la terra e bonificare la storia, e al tempo stesso promette – coram Deo – di impegnarsi a non usare più parole e affermazioni dogmatiche dal sapore così identitario e ostile da creare, nelle società e in seno ai popoli, le condizioni favorevoli allo sviluppo dell’intolleranza e del conflitto. I seminatori di odio, che sempre esisteranno, non dovranno più trovare nelle religioni ‘munizioni’ utili alla loro infausta causa”.

Nella dichiarazione inviata all’Onu, l’Aidlr ha espresso preoccupazione per la crescente intolleranza e discriminazione in altre parti del mondo, tra cui la detenzione e l’uccisione di cristiani e di appartenenti alle minoranze religiose in Medio Oriente, Nord Africa e Corea del Nord.
“Questa intolleranza è diventata inimmaginabile e senza precedenti nel XXI secolo”, ha dichiarato.