mercoledì, settembre 26, 2018
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Legge sulle attività missionarie in Russia. Discussa l’applicazione alla Camera civica

Il leader della Chiesa cristiana avventista sottolinea il sostegno alla lotta contro l’estremismo, ma avverte di non discriminare le istituzioni religiose.

Ann/Notizie Avventiste – Il 28 novembre si è tenuta una tavola rotonda nella Camera Civica della Federazione Russa, sul tema “Prassi di applicazione della legge federale n. 125 sulla libertà di coscienza e le associazioni religiose. L’art. 24.1. Attività missionarie: aspetti e problemi principali”.

L’evento è stato organizzato dalla Commissione per l’armonizzazione delle relazioni interetniche e interconfessionali della Camera civica della Federazione russa e da Oleg Goncharov, direttore del Dipartimento Affari Pubblici e Libertà Religiosa della Chiesa avventista euro-asiatica. Goncharov è anche membro della Camera civica e segretario generale dell’Associazione russa per la difesa della libertà religiosa.

Il presidente della Commissione, Iosif Diskin, e Goncharov hanno moderato la tavola rotonda a cui hanno partecipato rappresentanti di organizzazioni religiose, avvocati, difensori dei diritti umani, rappresentanti dell’Amministrazione presidenziale e del Ministero della Giustizia della Federazione russa. La Chiesa avventista era rappresentata anche dai pastori Boris Protasevich, Vasily Nichik e Sergei Semin.

Secondo le statistiche del Centro legale slavo, dall’entrata in vigore della legge in Russia, sono state emesse oltre 200 sentenze per violazione. Di esse, il 30% erano dovute ad attività svolte dalle organizzazioni religiose senza specificare il loro nome completo; il 56% riguardava l’art. 24.1 paragrafo 4, per aver svolto attività missionarie; e il 14%  è stato commesso da cittadini stranieri. Nella maggior parte dei casi, sono state inflitte ammende a organizzazioni religiose e a credenti che appartenevano ad associazioni religiose protestanti e a nuovi movimenti religiosi.

I partecipanti alla tavola rotonda hanno analizzato i reati e sono giunti alla conclusione che quasi tutti erano collegati a un’errata interpretazione e applicazione della legge. Singole persone sono state accusate di circa la metà (48%) delle violazioni, nonostante la legge parli di “attività missionaria” delle associazioni religiose. L’attuale prassi di applicazione dell’articolo 24.1 viola in realtà l’articolo 28 della Costituzione della Federazione Russa, che stabilisce il diritto degli individui di diffondere liberamente le loro opinioni religiose.

Nel suo rapporto, Goncharov ha espresso sostegno al desiderio delle autorità di combattere l’estremismo e il terrorismo. Ma ha anche sottolineato che i credenti e le organizzazioni religiose non devono essere colpiti quando non hanno nulla a che fare con l’estremismo e il terrorismo. Ha infine esortato a prendere misure specifiche per eliminare le violazioni nell’applicazione della normativa.

Svetlana Borisova, rappresentante del Ministero della Giustizia della Federazione Russa, è intervenuta alla tavola rotonda e ha osservato che, nelle ispezioni delle autorità giudiziarie, le organizzazioni religiose devono fornire solo libri e altri materiali che hanno un’etichetta con il nome completo dell’organizzazione così come si è registrata. In caso contrario, saranno imposte multe alle organizzazioni religiose per violazione della legge che prescrive l’etichettatura delle pubblicazioni religiose. Multe per un importo di 30.000 rubli (circa 450 euro) sono già state imposte a un certo numero di organizzazioni religiose.

Alla fine, sono state proposte le seguenti misure: chiedere alla Corte suprema chiarimenti sulle peculiarità di applicazione dell’art. 24.1; lavorare per migliorare le competenze degli ispettori tramite opportuni programmi formativi, workshop, conferenze e riunioni al fine di chiarire le principali questioni di applicazione della legge.

Il gruppo ha anche suggerito di: chiarire i requisiti dell’art. 24.1 e di altre leggi sulla libertà di coscienza e sulle associazioni religiose e inviare proposte alla Duma di Stato per l’adozione di opportuni emendamenti; avviare il rilascio di un apposito ordinamento della Procura generale per chiarire l’applicazione dell’art. 24.1; iniziare la preparazione e la pubblicazione sistematica di una lettera al Ministero della Giustizia della Federazione Russa sull’applicazione dell’art. 24.1; interagire con i rappresentanti delle associazioni religiose per spiegare l’art. 24.1. Tutti sono stati d’accordo sulla necessità di organizzare una nuova tavola rotonda nel 2018, presso la Camera civica, per monitorare l’attuazione delle decisioni prese.

(Foto: Euro-Asia-Division)