martedì, novembre 13, 2018
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La storia dietro il film su Desmond Doss

Notizie Avventiste – Il mese scorso, il medico e colonnello in pensione Charles Knapp, presidente del Desmond Doss Council, ha spiegato alla rivista Spectrum com’è stata realizzata “La battaglia di Hacksaw Ridge”. Attualmente in proiezione nei cinema italiani, il film racconta le vicende dell’infermiere avventista Desmond Doss, eroe della seconda guerra mondiale e obiettore di coscienza, che salvò 75 soldati feriti nella battaglia di Okinawa. Per questo fu insignito della medaglia d’onore della Congresso statunitense, la più alta onorificenza mai assegnata a un obiettore di coscienza. Pubblichiamo un estratto dell’intervista.

Che cos’è il Desmond Doss Council?
È un organismo formato nel 2000 su richiesta specifica di Desmond Doss, per curare la sua documentazione e la sua immagine una volta scomparso (Desmond Doss è morto nel 2006). Era un personaggio pubblico, aveva ricevuto la Medaglia d’Onore, e il Council doveva salvaguardare i diritti intellettuali della sua storia.

L’idea di realizzare un documentario è stata discussa a lungo, ma Doss chiedeva che si tenesse conto di alcune specifiche richieste. Precedenti accordi con case di produzioni (negli anni 1970 e all’inizio del 1980) erano sfumati perché non voleva che la sua storia fosse romanzata. Chiedeva che fosse raccontata in maniera accurata e secondo i fatti realmente accaduti.

Il Council è stato formato appositamente per sondare la possibilità di realizzare un documentario. Ottimo il lavoro di Terry Benedict che ha prodotto il documentario “The Conscientious Objector”, molto ben accolto e vincitore di diversi premi nel 2004 al Cinequest Film Festival in California. Il Council mette a disposizione diverso materiale sul sito desmonddoss.com.

Guarda un breve video sull’obiezione di coscienza.

Era necessario avere un altro film su Doss?
Il documentario è completamente diverso dal film “La battaglia di Hacksaw Ridge”. È in qualche modo il retroscena della storia. Terry Benedict è riuscito a trovare una mezza dozzina di commilitoni di Doss o che erano stati salvati da lui. Nel documentario sono loro che raccontano la storia, ed è molto toccante.

Si aspettava le 6 nomination agli Oscar?
Mi limito a dire che i critici continuano a lodare Hacksaw Ridge. È definito uno dei migliori film di guerra mai prodotto. Ha ottenuto il 93 per cento su Rotten Tomatoes, il sito che presenta le votazioni della critica dei film. Al termine della proiezione all’Academy degli Oscar, il regista Mel Gibson e l’attore Andrew Garfield (che interpreta Desmond Doss) hanno ricevuto una standing ovation. Il film ha ottenuto una standing ovation di dieci minuti al Festival di Venezia, dove è stato presentato in anteprima internazionale. Sono fiducioso.

La fede avventista di Doss è presentata positivamente nel film. Come si è arrivati a dare questo taglio finale?
Realizzare “La battaglia di Hacksaw Ridge” è stato un processo lungo. Abbiamo iniziato con l’aiuto di Terry Benedict. Abbiamo trascorso circa un anno e mezzo a negoziare su come raccontare la storia della vita di Desmond Doss, quale linguaggio usare. Secondo le nostre richieste, gli sceneggiatori non potevano romanzare i fatti, le credenze di Doss dovevano essere espresse correttamente, la chiesa doveva essere adeguatamente rappresentata. Alla fine, nel febbraio 2015, la realizzazione del film è stata affidata a Mel Gibson. Ho avuto il privilegio di essere sul set varie volte durante le riprese.

Che cosa dire delle scene crude presenti nel film?
Il film di Gibson “La passione di Cristo”, è stato criticato. Non vogliamo vedere l’orrore della tortura o l’orrore della guerra. Ma qui non c’è violenza gratuita. Abbiamo parlato con i sopravvissuti della guerra, ora novantenni, che hanno visto il film e hanno tutti riconosciuto: “Sì, è esattamente com’era”. L’accordo sui diritti non prevedeva che il film fosse vietato ai minori di 13 anni, anche se c’era la preferenza. Mel Gibson ha detto che, a causa della violenza, sarebbe stato vietato ai minori di 16 anni non accompagnati da un adulto. Mi hanno chiesto e ho risposto di sì, e il Desmond Doss Council ha approvato.

Ho invitato i leader della chiesa mondiale e nordamericana a visionare il film prima che uscisse. Il messaggio del film è potente. Racconta la storia senza moralismi, prediche, giudizi, ecc. Gli spettatori escono dal cinema apprezzando il film oppure no. Ma questo non è importante. Non è un film che si dimentica presto. Darà lo spunto per tante conversazioni sulla fede, la coscienza personale, il bullismo e la redenzione. Il ragazzo che bullizza Doss muore tra le sue braccia sul campo di battaglia e c’è una scena di riscatto tra Doss e suo padre. Il tema della redenzione percorre tutto il film.

Ho guardato “La battaglia di Hacksaw Ridge” con i dirigenti dell’Associazione dei veterani di guerra, dell’American Legion e dei cappellani militari. Hanno detto che il film è un testimonial del PTSD (disturbo da stress post traumatico). Il film non usa la parola specifica, ma sullo schermo si può vedere il PTSD acuto. Questo fa spiccare il carattere di Desmond.

È crudo, non c’è dubbio, ma non avrebbe lo stesso impatto se non mostrasse che cos’è veramente una battaglia. Il pubblico americano ha bisogno di capire che la guerra è un inferno. Sono un medico veterano. Ho partecipato all’operazione Desert Storm e al conflitto in Vietnam. Questo film mostra ciò che questi ragazzi hanno vissuto nella realtà.

Pensa che Desmond Doss avrebbe voluto vedere questo film?
Penso proprio di sì. Il figlio di Desmond dice che suo padre sarebbe molto felice nel constatare la fedeltà del film alla sua storia. Ciò significa che abbiamo fatto il nostro lavoro. Non so se Desmond sia mai andato a vedere un film, ma questo, sono certo, lo vedrebbe.

Segui il filmato sui temi etici e l’obiezione di coscienza.

Intervista a Mel Gibson