mercoledì, ottobre 17, 2018
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La relazione nel volontariato

I coordinamenti di Adra Italia in convegno a Poppi (AR). Condivisione di esperienze. Formazione personale. Informazioni tecniche.

Lina Ferrara – Quale clima si respira in un incontro di volontari? Sicuramente gioia, ma soprattutto il senso pratico e la passione di chi lavora sul campo a stretto contatto con le persone, per donare ascolto, assistenza e soccorso. Ed è stato così a Poppi, in provincia di Arezzo, dal 18 al 20 maggio, durante il convegno di Adra Italia (Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso), sul tema “La relazione nel volontariato”.

50 volontari dei coordinamenti locali, provenienti dal nord al sud dello stivale, isole comprese, hanno vissuto giorni intensi insieme ai dirigenti dell’agenzia umanitaria.
“Siamo qui per scambiare esperienze e ricevere formazione in modo che, tornati a casa, possiamo svolgere un lavoro più efficace nelle nostre città” ha spiegato Dag Pontvik, direttore di Adra Italia.

Le esperienze
Le esperienze vissute in prima persona sono state le protagoniste di buona parte della mattinata di sabato 19 maggio, dedicata al raccontarsi con le parole. È risultato un quadro di attività sociali dipinto con i numerosi colori dei progetti realizzati o ancora in corso: dagli aiuti ai terremotati ai corsi di alfabetizzazione per gli stranieri, dalla distribuzione alimentare al sostegno scolastico di bambini e ragazzi, dalla sensibilizzazione verso i disabili all’assistenza ai senzatetto, al servizio dell’Altro ambulatorio.

Un denominatore comune è emerso dagli interventi: si lavora meglio se si fa rete, se si creano rapporti di collaborazione con le realtà del territorio, ma anche se si accolgono volontari di altre fedi, che stimano l’operato di Adra.

Il week-end è stato importante per creare legami tra i volontari stessi, che lavorano in città molto lontane tra loro e in realtà diverse. Ha dato la possibilità ai presenti di conoscersi, stringere amicizia, scambiare idee, attingere dai reciproci vissuti suggerimenti per condividere la speranza che anima ognuno, con le persone che si incontrano.

La formazione
il past. Lucio Altin, psicologo, è stato l’ospite del convegno. Nel messaggio del sabato mattina ha presentato un aspetto di Gesù spesso non considerato. Si pensa di solito a un Gesù umile, incastonato nell’immagine dell’“agnello” pronto a subire il sacrificio. Invece, i Vangeli propongono un Gesù la cui personalità rispecchia l’immagine del “leone di Giuda”.
“Era agnello nel ruolo che aveva accettato, ma come carattere era un leone”, ha affermato Altin, presentando vari episodi della vita di Gesù sulla terra.

Riflettere sul modo di agire di Gesù e di rapportarsi con le persone offre spunti essenziali da applicare nella propria vita di cristiani e di operatori sociali. Da lui si può imparare ad aiutare gli altri senza caricarsi sulle spalle i loro problemi, a non lasciarsi deprimere dalle situazioni drammatiche raccontate dalle persone assistite, a controllare le proprie emozioni, a essere equilibrati.

Nell’intervento pomeridiano, Altin ha continuato il discorso, offrendo ai presenti gli strumenti psicologici utili per svolgere al meglio il proprio servizio di volontariato.

Il laboratorio “Raccontiamoci con la scrittura”, tenuto dalla redattrice del Dipartimento Comunicazioni dell’Unione italiana delle chiese avventiste, ha dato alcune indicazioni su come scrivere una notizia. Poi i partecipanti sono passati alla pratica e hanno scritto una loro esperienza o un evento organizzato dal proprio coordinamento.

La questione migranti
Il presidente di Adra Italia, Allain Long, ha presentato, il venerdì sera, alcune particolari considerazioni sui migranti. Figlio di missionari avventisti, Long vive in Burkina Faso, nell’Africa occidentale, e conosce bene la situazione migratoria in quella parte del continente. Con l’aiuto di mappe e grafici, ha mostrato che la maggioranza dei movimenti di persone avviene tra le varie nazioni africane.

“Chi è veramente povero” ha precisato “non ha i mezzi per poter intraprendere le rotte migratorie verso l’Europa. Si limita invece a spostarsi nella capitale del suo stesso Paese o nelle nazioni vicine, per cercare lavoro; ad esempio in Costa d’Avorio che è il maggiore produttore di cacao del mondo e vi è necessità di manodopera”.

Quindi, una parte di coloro che decidono di arrivare in Europa “hanno un certo benessere, sono persone istruite in cerca di fortuna” per migliorare la loro vita, secondo quanto vedono in televisione.

Altro motivo che porta a emigrare è la mancanza di sicurezza nel proprio Paese. Le persone scappano dalla guerra e dalle persecuzioni e arrivati nelle nazioni europee chiedono lo status di rifugiati.

Chi non trova fortuna in Europa vive la situazione come un fallimento e si vergogna di ritornare nel suo Paese per non essere disprezzato. Perciò preferisce vivere di stenti all’estero. Queste persone evitano i rimpatri volontari perché vedrebbero chiuse le porte per un eventuale ritorno nel Paese europeo da cui sono stati rimpatriati.

Informazioni tecniche
La domenica mattina è stata dedicata alle informazioni più tecniche necessarie per svolgere un buon lavoro. Si è parlato dell’8xmille e 5xmille; dei progetti della sede centrale di Adra Italia; della nuova riforma del Terzo settore: cosa prevede, cosa cambia, quali benefici.

Organizzato bene, con momenti di preghiera la mattina e pause che hanno favorito il dialogo tra i partecipanti, il convegno è stato proficuo. I volontari sono ritornati a casa con un bagaglio più ricco, pronti a continuare la loro opera di solidarietà.

 

 

 

(Foto credit: Adra Italia)