lunedì, settembre 24, 2018
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La multiculturalità protagonista al Congresso di fine anno della gioventù avventista

N. A. 1-Congresso GANotizie Avventiste/Rebecca Kessewa Gaisie – Nel tradizionale incontro, quest’anno tenutosi nel cuore di Napoli, dal 28 dicembre 2012 al 1° gennaio 2013, i giovani partecipanti non hanno parlato o discusso di intercultura, integrazione, accoglienza, ma hanno messo in pratica tutte queste cose vivendole insieme in un’esplosione di colori.

Ai 230 ragazzi e ragazze della Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno, provenienti da tutta Italia, pur essendo di paesi, origini e lingue diverse, è stato chiesto che cosa li avesse spinti a ritrovarsi nello stesso luogo. “Perché a noi piace la macedonia!”, è stata la risposta, alquanto bizzarra ma piena di senso, per chi ha partecipato al Congresso. Erano, infatti, presenti giovani filippini, ganesi, romeni, latinoamericani, ucraini e italiani.

I ragazzi delle chiese cristiane avventiste hanno voluto sperimentare l’unità nella pluralità, l’interazione tra le molteplici culture, aiutati da attività collettive come il canto, i giochi di ruolo, i momenti ricreativi e conviviali, con l’ottimo cibo offerto dalla città ospitante. Hanno imparato dialetti, danze e usanze di variopinti paesi, e sperimentato la condivisione di esperienze da diverse prospettive.

[blockquote]“One in Jesus. Care each other” [/blockquote](Uniti in Gesù. Prendersi cura degli altri) il tema dell’evento che ha dato spazio all’apertura verso l’altro, creando una sinergia multi-color tra le diverse etnie. L’altro è una persona con esperienze di vita diverse dalle proprie, spesso è figlio dell’emigrazione o dell’immigrazione ma, grazie alla fede comune, alla conoscenza reciproca e alla collaborazione, diventa un amico e le barriere cadono.

Quando si mette da parte il pregiudizio e la paura del diverso – hanno spiegato vari giovani interpellati – si scopre un mondo da esplorare, un nuovo pianeta nel quale si possono trovare tante cose per alcuni “strane”, ma che invitano ad assaggiare il gusto dell’unione e del vivere insieme.