martedì, novembre 13, 2018
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La fede in giallo

Presentato nella chiesa avventista di Firenze l’ultimo romanzo di Rolando Rizzo.

Dora Bognandi – Davanti a un folto pubblico composto da amici, conoscenti, lettori storici e nuovi degli scritti del pastore avventista Rolando Rizzo, sabato 27 ottobre, presso i locali della chiesa avventista di Firenze, i professori Francescomaria Tedesco, Alessio del Fante e Raffaele Battista hanno presentato il volume Il Principino scomparso, edito dalla casa editrice Adv.

Rispondendo al mandato evangelico di condividere con chiunque la propria esperienza di fede, ogni cristiano sente impellente il dovere e il piacere di parlare dei valori a cui si ispira, scegliendo le modalità che gli sono più congeniali, quelle che ritiene più efficaci per condividere sentimenti e valori molto intimi e profondi.

Il past. Rolando Rizzo, poeta e scrittore, autore di molti testi, negli ultimi anni sta sperimentando con successo una testimonianza cristiana attraverso romanzi, racconti e ora con un giallo, Il Principino scomparso, appunto. Lo fa con uno stile vivace, colorato, avvincente che diversi accostano a quello di Verga o Sciascia, e che trasporta il lettore e la lettrice in un mondo antico, spesso carico di povertà e disagi, ma non privo di bellezze straordinarie.

Bellezze evidenziate non solo da una natura non ancora contaminata dalla “civiltà”, ma da profondità di sentimenti e umanità forse proprio dove non ci si aspetta. Lo fa scegliendo di non stare a priori dalla parte che corrisponde alle proprie scelte di vita o religiose. Anzi, non esita a descrivere gli aspetti critici di un mondo religioso vittima di stereotipi e desiderio di affermazione unilaterale. Spesso invece, tra le file di un ambiente religioso e sociale non condiviso e criticato, spiccano figure di grande umanità e levatura spirituale che hanno tanto da trasmettere, se solo non si fosse accecati dal pregiudizio.

Attraverso storie paradossali, come talvolta lo è la vita stessa, la descrizione di miserie d’animo, del senso di impotenza che attanaglia chi è colpito da disgrazie immeritate e non cercate, di sentimenti di solidarietà gratuita e generosa, l’autore offre molti spunti di riflessione su se stessi, sulla comunità religiosa di appartenenza e sulla società. Il racconto di spaccati di vita vissuta hanno sempre avuto una loro efficacia, come testimonia anche la Bibbia, il cui contenuto è principalmente composto da storie di persone, famiglie, clan religiosi che si confrontano con la complessità dell’esistenza per testimoniarne la fatica, ma anche per aggiungere valore e senso alle proprie scelte.