giovedì, Agosto 22, 2019
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La Corte Suprema degli Stati Uniti considera la libertà di espressione religiosa

N2-USA_corte supremaLa Chiesa avventista teme che le città possano limitare la pubblicità religiosa e la diffusione della stampa evangelistica se il giudice non agisce.

Notizie Avventiste/Ann – Può una città statunitense ordinare che una cartello che annuncia un evento religioso debba essere più piccolo di quello che promuove invece un candidato politico? Questo è il problema che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha esaminato nella fase dibattimentale il 12 gennaio, in un caso che affronta le restrizioni all’espressione contenute in un’ordinanza comunale. Coloro che criticano l’ordinanza temono che essa sia in conflitto con la libertà di espressione garantita dalla Costituzione degli Stati Uniti.

La Chiesa avventista del 7° giorno aveva presentato, lo scorso settembre, un amicus brief per conto del richiedente nel caso Reed contro la città di Gilbert. I consulenti legali della Chiesa hanno detto che i Comuni potrebbero ingiustamente limitare l’espressione religiosa su locandine e manifesti o nella vendita di libri a porta a porta, se la Corte Suprema non annullerà la decisione in materia emessa da un tribunale di grado inferiore.

Il caso è nato dopo che Clyde Reed, pastore della chiesa Good News Community di Gilbert, in Arizona, aveva collocato una segnaletica provvisoria che annunciava i servizi di culto in una scuola elementare, dove la comunità religiosa affittava uno spazio.

Reed aveva quindi ricevuto una comunicazione dall’amministrazione cittadina in cui gli veniva notificato che i suoi cartelli violavano un’ordinanza locale secondo cui la segnaletica temporanea non deve superare il metro quadrato e non deve essere esposta per più di 14 ore. Altri tipi di cartelli, tra cui quelli politici e ideologici, possono raggiungere i 3 metri quadrati e rimanere esposti per molti mesi.

Nel 2007, Reed aveva intentato una causa sostenendo che l’ordinanza era incostituzionale, ma questa era stata confermata dalla Nona Corte d’Appello di San Francisco, in California.

Todd McFarland, avvocato della Chiesa avventista, ha affermato che l’espressione religiosa ha diritto alla stessa tutela costituzionale di qualsiasi altro tipo d’espressione, secondo quanto afferma la Costituzione degli Stati Uniti.

“Se un governo locale vuole applicare restrizioni su tempo, luogo e modalità in cui ci si può esprimere, è accettabile purché tratti allo stesso modo tutte le forme di espressione”, ha precisato McFarland. “Eravamo preoccupati circa l’interpretazione data dal Nono Circuito su ciò che è o non è una limitazione basata sul contenuto. E questo potrebbe restringere la libertà di espressione religiosa a favore di altri tipi, quali l’espressione politica e gli annunci di servizio pubblico”, ha aggiunto McFarland.

I dirigenti della Chiesa ritengono che il precedente legale, se non contestato, potrebbe incoraggiare più città a limitare l’espressione religiosa. In alcuni Comuni, i gruppi religiosi come gli avventisti devono ottenere un permesso per vendere libri religiosi a porta a porta, mentre altri gruppi, come i Boy Scouts d’America, non hanno alcun obbligo quando girano per le case e chiedono donazioni.

La Chiesa avventista è una delle numerose organizzazioni che hanno presentato un amicus brief in cui fanno notare che limitare l’espressione religiosa è una violazione del Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti e della clausola Equal Protection del Quattordicesimo emendamento. Una decisione sul caso è prevista entro la fine di giugno.