sabato, Agosto 24, 2019
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La Chiesa della Regione Transeuropea risponde al voto della Brexit

Notizie Avventiste/tedNews – Giovedì 23 giugno, il popolo britannico ha votato, con un margine del 3,8 per cento, di lasciare l’Unione europea. Il referendum ha avuto il 72 per cento di affluenza, e il 51,9 per cento degli elettori ha preso la decisione storica, cambiando così 43 anni di storia europea. Il Regno Unito aveva aderito alla Comunità europea nel 1973.

I dirigenti della Chiesa cristiana avventista britannica e della Regione Transeuropea (TED), nei loro commenti al voto, hanno evidenziato i valori della solidarietà cristiana, facendo trasparire come  uno dei motivi che hanno spinto i cittadini britannici a decidere di abbandonare l’Europa sia stata la paura dell’altro, del diverso.

il past. Ian Sweeney, presidente della Chiesa cristiana avventista del settimo giorno di Regno Unito e Irlanda, ha osservato che il voto “non ci deve distogliere dalla nostra responsabilità di promuovere l’unità, l’amore e il bene comune tra tutte le persone!”. Poi, ricordando che i suoi genitori sono stati migranti nel 1970, Sweeney ha affermato: “L’Europa sarà sempre divisa in un modo o nell’altro, però abbiamo una responsabilità cristiana nel mostrare amore a tutte quelle persone che nei dibattiti politici sono stati spersonalizzati ed etichettati come ‘migranti’, ‘rifugiati economici’, ecc. Non abbiamo la stessa lingua, cultura ed etnia, tuttavia ogni donna, uomo e bambino è nostro fratello e sorella. Cristo li ama ed è morto per salvarli”.

Victor Pilmoor, tesoriere della Chiesa cristiana avventista di Regno Unito e Irlanda, ha parlato di fraternità. Ha scritto nel suo blog mensile: “Se si guarda l’obiettivo di inclusione tra le nazioni d’Europa, la libertà dei frequentatori di feste a Orlando e la buona volontà nella città di Batley, nello Yorkshire, [dove una parlamentare favorevole al ‘restare’ è stata assassinata a sangue freddo], la nostra società è chiaramente frammentata. Gli argomenti che provocano rabbia dimorano nella paura e nella forza dell’interesse egoistico”.

Tutto ciò, egli ha osservato, ha portato a “una perdita di fraternità, a una mancanza di volontà da parte di molti nella società di ritenere che ci sia spazio abbondante per tutti, che la vita non è un gioco tra vincitori e vinti”. Ha poi aggiunto: “Il fondamentalismo senza compromessi dominato dalla paura ha riempito il cuore di molti, fino al punto in cui l’auto-conservazione è diventata oggetto di influenza nazionale e religiosa”.

La sua conclusione è un mantra positivo per la missione: “Per contro, noi possiamo offrire una visione del mondo che riconosce la generosità di un Dio che offre la grazia e il sostentamento a tutti. Una prospettiva in cui le nostre vite onorano ciò che Dio ci dà, per amministrare le capacità di cui siamo dotati per scopi più grandi di noi”.

Intanto, l’uscita dall’UE della Gran Bretagna può avere anche alcune conseguenze sull’organizzazione della Chiesa a livello di Regione Transeuropea.

Il presidente della TED, Raafat Kamal, ha dichiarato: “Al momento stiamo cercando di capire le implicazioni che questo voto avrà sul funzionamento dell’ufficio TED nel portare avanti la nostra missione in Europa. Ci saranno chiaramente delle implicazioni finanziarie e operative che dobbiamo prendere in considerazione”. Ha altresì fatto notare che la TED non è solo multilingue ma comprende nel suo territorio le chiese cristiane avventiste di paesi che hanno monete diverse.

«La composizione dell’Europa è cambiata nel corso degli anni sia all’interno sia all’esterno della chiesa. Cambiare di per sé non è un problema. Dobbiamo semplicemente trovare il modo migliore di reagire al cambiamento», ha osservato.

«L’incertezza all’interno dei vari mercati finanziari può creare alcuni problemi alla missione della chiesa», ha aggiunto Nenad Jepuranovic, tesoriere della TED. Il maggiore rischio finanziario, secondo lui, è il fluttuare del tasso di cambio tra le 12 diverse monete utilizzate nei 22 paesi abbracciati dalla Regione della Chiesa.

“Negli ultimi anni, le nostre entrate dalle decime in valute locali sono state in costante aumento”, ha affermato Jepuranovic, “Tuttavia, la turbolenza economica dei mercati europei degli ultimi due anni, ha fatto sì che subissimo il peso dei tassi di cambio sfavorevoli i quali hanno ridotto le entrate delle decime in sterline del 9,6 per cento”. Questo è stato in parte bilanciato dai tassi di cambio tra dollaro e sterlina.

Che cosa accadrà in futuro?. Le ultime previsioni dei mercati europei sono nella migliore delle ipotesi incerte, ma la TED ha accantonato riserve sufficienti per coprire periodi economicamente volatili, come quelli che si potranno incontrare nei prossimi mesi. Tuttavia, Jepuranovic è alla ricerca di modi per “migliorare la nostra efficienza ed efficacia, per servire al meglio i bisogni del nostro territorio”.