martedì, Ottobre 22, 2019
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L’8xmille alla Chiesa avventista. Unicamente per il sociale

La denominazione risponde a notizie circolate sui media: 100% progetti, 0% spese di culto.

HopeMedia Italia – In tempo di dichiarazione dei redditi, i contribuenti sono chiamati a scegliere a chi destinare l’8xmille dell’Irpef. Non è raro leggere articoli sui media che diffondono informazioni a effetto ma completamente o parzialmente false. Toccare poi il tema di come si spendono i soldi dei cittadini assicura l’attenzione dei lettori, non importa quello che si scrive.

È successo anche quest’anno, qualche giorno fa, in un articolo sul web. Il giornalista, bravo con la tastiera ma poco informato sulla realtà dei fatti, ha dato la notizia totalmente inesatta e fuorviante sull’uso dell’8xmille da parte della Chiesa avventista. Eppure, basta andare sul sito ottopermilleavventisti.it per vedere subito, nella prima pagina, la scritta a lettere cubitali: “Non utilizziamo l’8×1000 per finalità di culto”.

E non può essere che così, come afferma la legge 22 novembre 1988, n. 516 che regola i rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa avventista. L’art. 30 comma 1 recita: “l’Unione delle Chiese cristiane avventiste concorre alla ripartizione della quota pari all’otto per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche liquidata dagli uffici sulla base delle dichiarazioni annuali, destinando le somme devolute a tale titolo dallo Stato ad interventi sociali ed umanitari anche a favore dei Paesi del terzo mondo“.

La Chiesa avventista autofinanzia le sue attività religiose tramite le decime, ossia le donazioni liberali dei suoi fedeli. Un sistema biblico in funzione fin dalla nascita della denominazione.

Ma senza scomodare la legge, “con un minimo di ricerca in più era facile rilevare che anche noi non usiamo neanche un euro per le attività di culto” afferma Giuseppe Cupertino, direttore dell’Opera Sociale Avventista che gestisce l’8xmille destinato alla Chiesa, dispiaciuto per questo tentativo di mettere in cattiva luce l’attività della denominazione evangelica e di nuocere alla sua credibilità.

“È nella comunicazione della campagna 2019 su tutti i siti” aggiunge Cupertino “Certo, è vero che l’importo a noi devoluto è nettamente inferiore, ma anche per quanto ci riguarda operiamo finanziando progetti valutati con estrema attenzione e documentati nel Bilancio Sociale, regolarmente pubblicato da cinque anni. In particolare con #iogiocodavvero, i nostri sforzi si sono concentrati sul contrasto alla ludopatia, interessando in particolare le società sportive dilettantistiche”.

Naturalmente la Chiesa avventista si è mossa per chiedere la rettifica della notizia tenendo a precisare che, non meno di altre confessioni, “rendiconta molto meticolosamente tutto ciò che finanzia con l’8xmille”.

Dedicare qualche minuto in più per informarsi meglio è sempre tempo ben speso a favore della verità.
E la verità dovrebbe essere l’urgenza di chi informa.

Sull’argomento Radio Voce della Speranza ha intervistato Davide Romano, direttore del Dipartimento Affari Pubblici e Libertà Religiosa dell’Unione avventista italiana.

Ascolta l’intervista.