mercoledì, Settembre 30, 2020
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In ricordo del pastore Rossi 


Pioniere della libertà religiosa della chiesa avventista in Italia. Fu lui a far includere un paragrafo sul rispetto dei giorni di riposo nella Dichiarazione Onu sull’eliminazione di tutte le forme di intolleranza e di discriminazione fondate sulla religione o il credo.

Notizie Avventiste/EudNews – “Parla tu a favore di chi non può difendersi, sostieni i diritti di chi è senza aiuto. Parla per loro e sii un giudice giusto; difendi i diritti del povero e del bisognoso” (Proverbi 31:8, 9 Tilc). È questo testo biblico ad aver ispirato il past. Gianfranco Rossi nel suo lungo ministero in difesa della libertà religiosa e di coscienza. Lo ha ricordato Giuseppe Cupertino, direttore dell’Opera sociale avventista (Osa) e del Dipartimento Gestione Cristiana della Vita dell’Unione italiana (Uicca), nell’officiare la cerimonia funebre del past. Rossi, il 16 febbraio presso la comunità avventista di Lugano. “Ed è quello che ha fatto continuamente durante la sua vita” ha affermato Cupertino.

Gianfranco Rossi, pastore ed ex segretario dell’Aidlr (Association International pour la Defense de la Liberté Religieuse), si è addormentato nel Signore il 12 febbraio, a 95 anni.

Nelle sue frequenti visite ai funzionari governativi, era spesso accompagnato dalla moglie Carmela Giorgini, con la quale condivideva la sua attività in difesa del diritto di professare liberamente la propria fede. La signora Rossi ha sostenuto il marito in tutte le sue battaglie ed è stata anche una sua valida consigliera.

Il ricordo dei colleghi e dei vertici della chiesa avventista
Mario Brito, presidente della Regione intereuropea (Eud) della chiesa avventista e attuale presidente dell’Aidlr, ha ricordato la figura del pastore scomparso. “Era un uomo con una visione” ha affermato “Un ambasciatore della libertà religiosa con eccezionali capacità relazionali. Ha contribuito enormemente alla costruzione e al consolidamento della causa della libertà religiosa in Italia e in Europa. Ha costruito diversi ponti di comprensione, collegando comunità e individui. Ha fortemente favorito il dialogo dell’Aidlr con le autorità statali ed ecclesiali”.

Gli ha fatto eco Berth B. Beach, ex direttore del Dipartimento Affari Pubblici e Libertà Religiosa (Aplr) della chiesa avventista mondiale: “Gianfranco Rossi è stato uno direttore straordinario della libertà religiosa nella storia della nostra chiesa. Ho lavorato spesso a stretto contatto con lui. Aveva il grande dono di saper stabilire relazioni con alti funzionari governativi, inclusi papi e capi di stato. Penso che abbiamo avuto il privilegio di imparare l’uno dall’altro e quindi di aumentare la nostra esperienza sulla libertà religiosa”.

“Ricorderò il fratello Rossi come un uomo intelligente, capace e gentile, con una visione aperta e positiva della chiesa e della sua missione” ha affermato Ulrich Frikart, presidente dell’Eud all’epoca in cui Rossi era responsabile del Dipartimento Aplr presso la Regione della chiesa. “Per me” ha aggiunto “è stato un grande privilegio aver collaborato con lui per diversi anni. Le mie preghiere vanno a sua moglie e alla famiglia”.

Anche Liviu Olteanu, attuale segretario dell’Aidlr e direttore Parl all’Eud, ha espresso profondo rispetto per l’opera svolta da Gianfranco Rossi in difesa della libertà di credo e di coscienza non solo per gli avventisti, ma per tutte le persone, ai massimi livelli. “Insieme a Jean Nussbaum, fondatore dell’Aidlr, ha influenzato tutti i direttori del passato, e fino a ora, grazie al suo contributo professionale agli ‘affari pubblici’ e al suo profondo ed energico contributo alla ‘libertà religiosa’ sia a livello regionale che internazionale” ha dichiarato Olteanu.

Nel suo intervento durante la cerimonia funebre, John Graz, ex direttore Aplr della chiesa mondiale, si è rivolto alla signora Rossi, alle figlie e all’intera famiglia, esprimendo apprezzamento nel vedere moglie e marito agire insieme come una squadra. Ha poi condiviso il messaggio di cordoglio past. Ted N.C. Wilson in cui il presidente della chiesa mondiale esprimeva vicinanza alla famiglia ed evidenziava la grande stima nutrita per il pastore scomparso per l’immagine di qualità che aveva saputo dare della chiesa, anche in ambito diplomatico.

Graz ha quindi ricordato ai presenti l’attività appassionata e responsabile  del past. Rossi alla Commissione per i diritti umani di Ginevra. I suoi interventi denunciavano sempre, se pur con rispetto, gli abusi perpetrati in Paesi dove la libertà di coscienza veniva calpestata senza vergogna. I suoi discorsi echeggiavano nel totale silenzio dei presenti, per lo più rappresentanti dei governi di tutto il mondo. Il suo impegno ha permesso molte soluzioni nell’area della libertà religiosa e del rispetto dei diritti umani in varie nazioni.

“Cara sorella Rossi, insieme con tuo marito avete avuto una vita intensa” ha concluso Graz. “Avete scelto di dedicarla a valori umani fondamentali come la libertà, la giustizia e la pace. Lo avete fatto con convinzione per amore del prossimo. In questo modo avete messo in pratica l’invito di Gesù: fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te”.

L’impegno internazionale
Gianfranco Rossi ha viaggiato in tutto il mondo per tenere conferenze e partecipare a incontri ufficiali dove è stato accolto in quanto ambasciatore dell’Associazione internazionale per la difesa della libertà religiosa. Tramite questa organizzazione, ha anche incontrato uomini di stato, ministri, importanti leader religiosi e rappresentanti di tutte le fedi, e molte persone influenti in tutto il mondo.

“Possiamo rendere omaggio a Gianfranco Rossi per il suo profondo impegno nello sviluppo di numerose risoluzioni, documenti e dichiarazioni internazionali. Vorrei in particolare menzionare la ‘Dichiarazione sull’eliminazione di tutte le forme di intolleranza e di discriminazione fondate sulla religione o il credo’ delle Nazioni Unite, e la sua opera coraggiosa e costante di negoziazione con i principali protagonisti a livello mondiale” ha detto Olteanu.

Infatti, Rossi ha lavorato instancabilmente perché in questa Dichiarazione Onu, risalente al 1981, ci fosse il paragrafo “h” in cui proponeva il rispetto del sabato per gli avventisti del settimo giorno. Ha combattuto perché l’espressione “giorni di riposo” fosse inclusa nella Dichiarazione e, infine, ce l’ha fatta. L’articolo 6 afferma: “In conformità all’articolo 1 della presente Dichiarazione e previa riserva delle disposizioni del paragrafo 3 del suddetto articolo, il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza, di religione, di credo include, tra l’altro, le libertà seguenti: … (h) (paragrafo (g) nella versione in italiano) La libertà di osservare i giorni di riposo e di celebrare le festività ed i riti di culto secondo i precetti della propria religione o credo”.

Lavorando ai massimi livelli, insieme a responsabili politici e figure internazionali, per la libertà religiosa e di coscienza, e per i diritti umani di tutti, il past. Rossi ha dato vita a una delle più importanti e più alte missioni strategiche della chiesa avventista.
“Resta, e continua ad essere, per noi una priorità urgente e una profonda responsabilità quella di incontrare le figure influenti della società e difendere concretamente il principio di libertà religiosa per tutte le persone” ha concluso Olteanu “Nel ricordare questo coraggioso pioniere che ha fatto la differenza a beneficio della denominazione e dell’umanità, possa Dio sostenere la famiglia e la chiesa, e benedire anche tutte le persone che, grazie all’opera influente di Rossi, trovano aperte così tante porte alla comprensione del rispetto delle differenze degli altri e della libertà di religione”.