mercoledì, Agosto 12, 2020
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In cura, non in guerra

Nel messaggio inviato in occasione della Pasqua, l’Oivd promuove la solidarietà anche nella scelta dei termini usati per descrivere la pandemia Sars-CoV2.

Notizie Avventiste – “È Pesach! È Pasqua!” è il messaggio diffuso dall’Osservatorio interreligioso sulla violenza contro le donne (Oivd) in occasione della festività del 12 aprile celebrata quest’anno in un periodo “inedito e sofferto”. L’Oivd nota che nel parlare dell’emergenza coronavirus si è portati a usare una terminologia bellica per descrivere ed evidenziare la gravità della situazione.

“Un tempo apostrofato sovente con la metafora della guerra” afferma l’Osservatorio “Ciò servirà per compattare ‘truppe’ in stagioni di smarrimento. Ma con questi linguaggi si veicolano simbolismi virilmente militareschi che rinforzano stereotipi aggressivi, quando abbiamo bisogno di ben altro”.

Nelle guerre (pensiamo ai due conflitti mondiali ad esempio) tante donne erano impegnate nella cura dei feriti. Erano “al fronte” ma svolgevano un’opera sanitaria: lenivano le sofferenze e favorivano la guarigione dei soldati. Portavano aromi e unguenti le donne che andarono alla tomba di Gesù per prendersi cura del suo corpo esanime, diventando le prime testimoni della risurrezione.

È proprio questa caratteristica, riconosciuta in generale alle donne, che l’Ovid propone quale rivoluzione del linguaggio in uso per l’attuale pandemia del Sars-Co2. “Noi affermiamo che siamo in Cura, non in Guerra. Attraverso l’assunzione della necessità del prendersi cura possiamo guadagnare solidarietà, ascolto, gesti di com-passione (in specie nei momenti ultimi), salute e vita”.

“La Cura” nota ancora l’Osservatorio “non è un’attitudine imparentata ai cascami del sentimentalismo (attribuito al femminile); essa comporta invece equilibrio, empatia, resistenza alla fatica, coraggio, volontà, capacità di decentrarsi per far posto all’altro/a, intelligenza del cuore… Significa essere ostetrici/che dell’altro (come affermava Platone). La pratica della cura, come la fede, è a caro prezzo”.

L’occasione della Pasqua, ricorrenza liturgica cristiana che quest’anno si è celebrata nei giorni della Pesach (la settimana pasquale ebraica si è svolta dal 9 al 16 aprile 2020), è stata la buona occasione per proporre un modo di esprimersi più solidale. Entrambe le festività, infatti, rievocano e promuovono libertà, liberazione, pace, salvezza.

Leggi qui l’intero comunicato dell’Oivd.