domenica, Settembre 27, 2020
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I Canarini in Corsia in “Un mare di felicità”

N32-Sciacca_canarini estate 2015 - 1Progetto estivo rivolto a ragazzi diversamente abili e promosso dalle Associazioni Crescere insieme e Agape, dalla Società Nazionale di Salvamento e dal Comune di Sciacca

Debora Centorrino/Notizie Avventiste – Incentivati dalla bellissima esperienza fatta lo scorso anno, anche questa estate, nei mesi di luglio e agosto, i Canarini in Corsia di Sciacca hanno collaborato alla realizzazione di “Un mare di felicità”, un’iniziativa rivolta a ragazzi diversamente abili e promossa dalle Associazioni Crescere insieme e Agape, dalla Società Nazionale di Salvamento e dal Comune di Sciacca. Numerosi volontari, provenienti dalle associazioni del territorio che hanno aderito al programma, si sono dedicati a una serie di piacevoli attività svolte con i ragazzi diversamente abili, sia sulla spiaggia sia in acqua.

I ragazzi hanno vissuto mattinate di svago, distrazione e divertimento all’aria aperta e in compagnia, e trascorso più tempo al mare, invece di rimanere a casa.

“È incredibile”, racconta Denise, volontaria dei Canarini in Corsia, “che attività per noi semplici o banali, come fare un bagno al mare, giocare con la sabbia o stare in gruppo, siano per questi ragazzi dei traguardi da raggiungere, che poi si trasformano in grandi soddisfazioni per loro ma anche per chi, con pazienza e amore, li accompagna. Alla fine del progetto è stata una gioia immensa raccogliere quei piccoli frutti maturati in ognuno di loro: un sorriso colmo di gratitudine, un atteggiamento più disinvolto sia verso i volontari sia nei confronti del resto del gruppo, una maggiore sicurezza in se stessi”.

Tra i diversi giochi organizzati e realizzati ogni mattina per i ragazzi, i Canarini in Corsia ne hanno presentato uno che ben li caratterizza: i palloncini modellabili. Questa volta, però, a mettere alla prova la propria manualità non sono stati i volontari, bensì i ragazzi diversamente abili che, aiutati, sono riusciti a creare cuori, spade e cappelli di ogni colore e dimensione!

Le molteplici attività ludico-ricreative, le immancabili merende e l’affetto disinteressato dei volontari hanno permesso di raggiungere gli obiettivi principali che il progetto si era prefissato: integrazione, socializzazione e ricreazione.

“Sembrava un obiettivo così lontano quello dell’integrazione!”, ha aggiunto Denise, “Ma quando poi guardandomi attorno ho visto i ragazzini del Centro diurno ‘Azzurra’ aiutare i ragazzi diversamente abili nello svolgimento delle attività, quando ho osservato che i bambini presenti in spiaggia si avvicinavano senza timore ai ragazzi del progetto, in quel momento mi sono detta: obiettivo raggiunto!”.

Questa esperienza ha dato sicuramente tanto ai volontari dei Canarini in Corsia visto che hanno deciso di aderire all’iniziativa per il secondo anno consecutivo.

Qualcuno potrebbe chiedersi: “Che cosa li sprona a fare volontariato. Qual è il vantaggio che se ne può avere?

Denise afferma: “Se parliamo in termini economici, nulla, anzi ti impoverisce. Fare volontariato è una scelta che va contro la logica moderna, la quale ci sprona a fare solo attività che ci permettono di ottenere un utile. Ma se spostiamo il focus sull’aspetto umano, fare volontariato ti dà una ricchezza enorme. Quando stai a contatto con questi ragazzi impari la semplicità! Crescendo ci dimentichiamo cosa sono la purezza e l’amore, sentimenti che questi ragazzi possiedono dentro di sé in maniera innata, così come i bambini nella loro innocenza. Renderti utile per qualcun altro, senza nessun secondo fine, è la cosa più bella che tu possa imparare a fare, il dono più grande che si possa ricevere…”

Come descrivere “Un mare di felicità” in tre parole? Denise risponde: “Emozioni, sorrisi, crescita”.

Nati nel 2006, i Canarini in Corsia sono il gruppo di volontariato socio-sanitario di ADRA Italia (Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso), che svolgono attività soprattutto negli ospedali d’Italia, riempiendo i tempi vuoti del paziente allettato, dialogando con lui, sostenendolo moralmente e supportandolo nelle attività più svariate.

A Sciacca il gruppo nasce nel 2011 e svolge attività anche nelle ludoteche, in piazza e nelle case di riposo. Il nome deriva dalle casacche gialle indossate dai volontari la prima volta nelle corsie degli ospedali e dal fatto che un paziente, vedendole, ha chiamato i giovani “canarini”.