domenica, Agosto 25, 2019
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Ha reso più ricche le partecipanti il seminario Fdei a conclusione del progetto “Siamo tutte migranti”

Logo FDEINotizie Avventiste – E non si tratta di denaro, di cui tutti oggi parlano, ma di ricchezza interiore, di crescita nell’amicizia e nella comprensione reciproca. Iniziato venerdì 10 maggio con una tavola rotonda nella chiesa metodista di via XX Settembre a Roma (vedi notizia seguente), il seminario della Federazione Donne Evangeliche in Italia (Fdei) è proseguito il sabato e la domenica presso il Centro Ecumene di Velletri, tra le colline dei Castelli romani. L’evento ha concluso il percorso proposto dalla Fdei alle donne e ai gruppi femminili delle varie comunità evangeliche per incoraggiare e approfondire l’incontro tra donne italiane e di altri paesi presenti nelle chiese; per conoscersi e imparare a vivere insieme

“Lo scopo delle tre giornate di incontri è stato quello di prendere coscienza che tutte, in un modo o nell’altro, siamo migranti”, ha spiegato Dora Bognandi, direttore della Libertà religiosa della Chiesa avventista italiana, presente al seminario. “Anche la Bibbia dice di amare lo straniero non perché lui è come te, ma perché tu sei come lui. È un cambio di prospettiva che ci aiuta ad avere l’atteggiamento più giusto nei confronti di chi è nato altrove”.

È stata un’occasione positiva, quindi, e un momento molto apprezzato dalle oltre 40 partecipanti.
“Il seminario è stato importante per diversi aspetti. Innanzitutto trascorrere il weekend insieme ad altre sorelle ha favorito i rapporti interpersonali. Molte, tra di noi, italiane e straniere, non si conoscevano e il periodo trascorso in vera ‘sorellanza’, ha creato dialoghi e scambi di vedute in assoluta semplicità e sincerità”, ha affermato Franca Zucca, responsabile nazionale dei Ministeri Femminili della Chiesa avventista italiana.

Il sabato mattina, divise in tre gruppi, le donne hanno dialogato su temi quali la famiglia, la chiesa e il lavoro, partendo dalle esperienze personali, a volte molto dure e drammatiche.
“Per conoscersi meglio è indispensabile raccontarsi e ascoltare chi si racconta. L’obiettivo è stato ampiamente raggiunto durante questi tre giorni”, ha aggiunto Dora Bognandi

“Il filo conduttore che ha legato questi racconti di vita è stata la consapevolezza del sostegno della fede nel Signore che permette il superamento di situazioni pesanti di razzismo, intolleranza e pregiudizio nei confronti del diverso”, le ha fatto eco Franca Zucca. “I racconti di vita di alcune donne ci hanno particolarmente commosso per la delicatezza che vi hanno messo aprendoci i loro cuori”.

Sabato pomeriggio è stato dedicato alla preparazione di un culto multiculturale usando la formula, anche questa volta, del lavoro in tre gruppi su musica, preghiera, e riflessione biblica, partendo da un racconto dell’Antico Testamento, la storia di Agar e Sara, entrambe emigranti. “Il gruppo che ha lavorato sulla preghiera, e al quale ho partecipato, mi ha fatto scoprire sorelle che pregano intensamente e vivono una fede pratica fatta di piccoli e grandi gesti di solidarietà e amore cristiano”, ha affermato Franca Zucca. “Riesco a trasmettere solo parzialmente la gioia che ho provato in questi giorni, incontrando donne al servizio del Signore, donne coraggiose, culturalmente preparate ma semplici e delicate, donne di fede e di preghiera, accoglienti”, ha aggiunto Zucca.

“Attraverso modalità differenti, le donne sono state tutte protagoniste: dalle relatrici della tavola rotonda del venerdì, alle partecipanti ai vari gruppi, ognuno dei quali rifletteva su un tema diverso, all’organizzazione comunitaria del culto. Grazie quindi a Gianna Urizio, presidente della Fdei, e a tutto il comitato nazionale per la gestione di questo incontro”, ha affermato Bognandi.