giovedì, settembre 20, 2018
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Gli avventisti si uniscono nei soccorsi dopo l’eruzione in Guatemala

Le chiese hanno raccolto beni e fondi per i soccorsi. Alla giornata di preghiera del 9 giugno ha partecipato anche Roma.

Notizie Avventiste – Le aree colpite dall’eruzione del vulcano Fuego, in Guatemala, saranno dichiarate cimiteri a causa delle decine di persone rimaste sotto la lava. Alcune comunità sono state completamente sepolte da fango e cenere. L’eruzione del 3 giugno ha ucciso più di 100 persone. Sono circa 200 i dispersi e migliaia di residenti sono stati evacuati e ora si trovano al riparo nelle zone vicine. A nove giorni dalla tragedia i soccorritori continuano la loro opera nonostante il reale rischio di ulteriori esplosioni vulcaniche.

Intanto, gli avventisti nel Paese centroamericano pregano costantemente e chiedono alle altre comunità di fede di fare altrettanto per il benessere e la pronta guarigione dei guatemaltechi. Soprattutto delle persone sopravvissute nel villaggio di El Rodeo, che è stato praticamente sepolto dalla lava. Alcune chiese avventiste onduregne hanno anche raccolto delle offerte per gli abitanti colpiti dall’eruzione, inviate tramite l’Ambasciata del Guatemala in Honduras.


Secondo i media locali, 1,7 milioni i residenti coinvolti in questo disastro naturale. Inoltre, una commissione di Adra Honduras si è mobilitata per collaborare nei piani di emergenza di Adra Guatemala. L’agenzia umanitaria avventista offre aiuto a 3.500 persone che attualmente si trovano nei rifugi.

I sopravvissuti dicono di aver perso dai 15 ai 20 parenti, e l’opera di soccorso non può proseguire completamente a causa dei costanti cambiamenti climatici. La zona rossa rimane impenetrabile e, in alcuni casi, i pneumatici dei veicoli si sciolgono per il calore che emana dal suolo.

Scorte alimentari sono arrivate subito dopo il disatro. La solidarietà della popolazione guatemalteca e dei Paesi vicini è stata una grande benedizione in questa crisi. Vi è comunque grande bisogno di farmaci, specialmente di quelli specifici per le persone che hanno problemi respiratori, dell’apparato digerente, diabete e che hanno riportato ustioni. Inoltre, i rifugi non dispongono di kit per l’igiene personale e la pulizia.

Diversi camion di aiuti umanitari, provenienti da numerose chiese e missioni avventiste del Guatemala, sono stati consegnati questo fine settimana ai centri di accoglienza e raccolta, aperti da Conred (Coordinadora Nacional para la Reducción de Desastres). Adra distribuirà alle famiglie 1.000 kit per l’igiene e si occuperà di assistenza ai minori; consegnerà piccole stufe per cucinare nei rifugi che non dispongono di queste attrezzature; assegnerà del personale qualificato per offrire servizi di sostegno psico-emotivo ai bambini nei rifugi. Infine, i volontari della chiesa cristiana avventista inizieranno a dare supporto spirituale e psicologico a quanti hanno subito un trauma in questa crisi.

La grande sfida sarà nelle prossime settimane, dato che le persone potrebbero rimanere nei rifugi per diversi mesi. La ricostruzione delle case e soprattutto la ripresa del lavoro agricolo e delle attività di sostentamento non saranno facili, tuttavia Adra si impegnerà al massimo per permettere un ritorno alla normalità prima possibile. Si stima che più di 125 avventisti sono sfollati. Forse tra i morti ci sono anche dei membri di chiesa ma i dati non sono ancora disponibili.

Sabato 9 giugno è stato dichiarato giornata di preghiera e di solidarietà dall’Unione delle chiese avventiste in Honduras. Anche a Roma, durante il sabato speciale nella chiesa di Piazza Vulture – alla presenza di Ted N.C. Wilson e Mario Brito, rispettivamente presidenti della Chiesa mondiale ed Intereuropea -, il past. Stefano Paris, presidente dell’Unione italiana, ha chiesto all’assemblea presente in sala e alle chiese collegate in streaming da tutta Italia, di pregare per le famiglie del Guatemala colpite dall’eruzione. (l.f.)

 

(Fonte: noticias.adventistas.org; immagine del vulcano: El País)