mercoledì, ottobre 17, 2018
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Giving Tuesday. Negli Stati Uniti un martedì per donare

giving tuesday 1ADRA International devolverà tutte le donazioni che le arriveranno il 1 dicembre ai rifugiati in Europa

 

Notizie Avventiste – Negli Stati Uniti ci sono stati in questo periodo dell’anno alcuni giorni particolari, come la Festa del Ringraziamento, seguita dal Black Friday, il venerdì dello shopping scontato, e dal Cyber Monday, il martedì in cui sono i negozi di elettronica a proporre grossi sconti. Questa abitudine, che si sta diffondendo anche in Europa, offre ai consumatori la possibilità di trovare offerte imbattibili in vista anche delle festività natalizie.

 

Esiste però, sempre negli Stati Uniti, una festa che porta in primo piano qualcosa di diverso, perché invece di spronare a trovare il grande affare per se stessi, è dedicata ad aiutare gli altri. Si chiama Giving Tuesday, il martedì del donare, un momento per celebrare la generosità e fare donazioni alle organizzazioni caritatevoli per progetti importanti.

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L’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso (ADRA) devolverà le donazione che le saranno inviate nella giornata del 1° dicembre, il Giving Tuesday di quest’anno, per aiutare i rifugiati e i migranti che attraversano l’Europa nei mesi freddi.

“Le donazioni ricevute in questo martedì speciale”, ha spiegato Erykah St. Louis, di ADRA International, “andranno ai rifugiati in Europa. Forniremo cappotti, guanti e tutto ciò che serve per affrontare il freddo già iniziato e che durerà per i mesi invernali. Daremo ai migranti tutto ciò che serve per sopravvivere”.

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Said, 14 anni, ha incontrato i volontari di ADRA in Serbia e ha condiviso con loro la sua storia: “Andiamo in Europa, ci hanno detto un giorno mamma e papà. Non abbiamo preso nulla con noi, ad eccezione di un vestito di ricambio per ciascuno della famiglia. Non sapevamo come avremmo viaggiato, non abbiamo portanto nessun giocattolo.

 

Ricordo il forte abbraccio di mia nonna che ogni giorno prega per noi. Non so per quanto tempo abbiamo viaggiato, ma so che è stato lungo. Abbiamo viaggiato in camion dove non si poteva neanche respirare. Alcuni di noi piangevano e il camionista ci ha sgridato. Allora mamma ha cercato di farci addormentare così non avremmo visto e ricordato le brutte cose che ci accadevano intorno. Non voglio ricordare le tante scene che ho visto. A volte parliamo del passato: la casa, la nonna e i bei ricordi che abbiamo portato con noi. Ci siamo lasciati alle spalle la guerra e i viaggi. Non vogliamo parlare di questo”.