domenica, Luglio 5, 2020
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Giornata di riflessione e preghiera interreligiosa a Jesi

N24-Jesi_Giornata riflessione e preghiera - FPresenti il Sindaco e i rappresentanti delle diverse confessioni religiose del territorio in questa iniziativa per la pace

Notizie Avventiste – Se vuoi la pace prepara la pace. È stato il tema della Giornata di riflessione e preghiera interreligiosa svoltasi a Jesi sabato 7 giugno, alle ore 16.00, e promossa dall’Università per la pace delle Marche. L’iniziativa era parte integrante della manifestazione iniziata il 28 maggio per promuovere la cultura della pace.

“La giornata di riflessione e preghiera interreligiosa rappresenta un significativo momento del percorso del Tavolo del dialogo fra le religioni nella consapevolezza che un decisivo contributo alla pace arriverà anche dalle esperienze di fede in grado di valorizzare ciò che le unisce ed accettare le rispettive diversità”, hanno spiegato gli organizzatori.

Dopo il saluto del sindaco di Jesi, Massimo Bacci, sono intervenuti i rappresentanti delle diverse confessioni religiose, cristiane e non, presenti sul territorio: avventista, battista, cattolica, ortodossa romena, sufi, buddista tibetana, baha’i, buddista soka gakkai, sikh, Universal Peace Federation.

“L’incontro è stato molto interessante perché ognuno degli intervenuti ha sottolineato come la propria religione agisce in favore della pace nel mondo”, ha commentato Michele Abiusi, pastore della comunità avventista del 7° giorno di Jesi.

Nel suo intervento, il past. Abiusi ha evidenziato come la chiesa avventista abbia riscoperto lo “shalom” nello “shabbath”, e la pace intesa come benessere totale. Ha anche presentato l’impegno della chiesa nel mondo per realizzare la pace, parlando delle attività dell’agenzia umanitaria Adra, della dipartimento della Libertà Religiosa e del rispetto che la chiesa nutre verso tutti gli uomini di qualsivoglia ideologia. Ha evidenziato il progetto Enditnow contro la violenza sulle donne e concluso parlando della “beata speranza”: al ritorno di Cristo si realizzerà il regno di pace e giustizia eterno.

“La conoscenza delle varie realtà religiose presenti sul territorio aiuta al rispetto reciproco e questo favorisce sicuramente la pace che si costruisce solo se considero l’altro mio fratello, qualunque sia il suo credo”, ha affermato il past. Abiusi.