domenica, Agosto 25, 2019
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Festeggiare la ricchezza della diversità

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Con la Festa dei popoli la chiesa cristiana avventista di Firenze ha celebrato e ringraziato Dio.

Dora Bognandi – Frequentare una chiesa di varie centinaia di persone con oltre 35 nazionalità diverse è un’esperienza non troppo consueta nel panorama italiano, ma accade settimanalmente agli avventisti della comunità internazionale di Firenze. Alcuni autoctoni possono sentirsi un po’ frastornati dall’ambiente completamente cambiato in così pochi anni, ma ciò non toglie l’aria di festa che si respira ogni sabato mattina quando ci si incontra.

La Chiesa cristiana avventista ha l’internazionalità nel suo DNA. Infatti, nel giro di 35 anni dal suo sorgere negli Stati Uniti, era già presente nei cinque continenti e, grazie alla sua organizzazione mondiale, si mantengono i collegamenti tra le varie aree del mondo.

E allora, perché non festeggiare e non ringraziare Dio per la diversità?

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È questo ciò che si è voluto fare sabato 12 novembre, a Firenze, attraverso la “Festa dei popoli”, un’esperienza abbastanza praticata recentemente nelle comunità avventiste in Italia. Durante la festa si dà spazio a tutta la creatività che i vari popoli riescono a esprimere tramite i canti, la narrazione di alcune abitudini, le danze, uno spettacolo di marionette, la condivisione di storie sconosciute, immagini di posti lontani. E poi, tanti colori, a partire dalle bandiere fatte sfilare con gioia, ai costumi nazionali, alle acconciature floreali, ai vestiti variopinti. Non potevano mancare i cibi di varie nazionalità: gusti, colori, sapori inconsueti, ma tutto gradevolissimo.

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Oltre 400 persone hanno partecipato alla festa, compresi due consoli di Spagna e Colombia, e i bambini, di seconda o terza generazione, anch’essi protagonisti, che alla fine del programma hanno fatto sfilare verso l’esterno le bandiere portate prima dagli adulti.

Quando si pensa alle tensioni che si vivono nella società a causa dell’immigrazione, non si può non pensare a quanto potrebbe essere bello il nostro mondo se ognuno si sentisse accolto, amato, rispettato nella sua diversità, aiutato nelle sue necessità. Meravigliosa è la stata la testimonianza di alcuni giovani sbarcati dai barconi e arrivati in Toscana, dove non conoscevano nessuno e che nella comunità hanno trovato accoglienza e affetto.

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