lunedì, Dicembre 9, 2019
Home > Mondo > Epidemia di ebola in Congo. Gli interventi umanitari di Adra

Epidemia di ebola in Congo. Gli interventi umanitari di Adra

L’agenzia lavora anche per garantire un’alimentazione adeguata ai bambini malnutriti.

Notizie Avventiste – L’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso (Adra), braccio umanitario della chiesa avventista, opera nella Repubblica Democratica del Congo dal 1984. In tutti questi anni si è più volte occupata del virus ebola che ha colpito il Paese ben dieci volte. L’epidemia più recente, iniziata nell’agosto del 2018, è la più lunga. Adra è intervenuta fornendo acqua pulita, servizi igienico-sanitari e istruzioni sulle migliori pratiche igieniche da adottare per impedire o limitare la diffusione del virus. L’agenzia ha rivolto particolare attenzione alle fasce più vulnerabili della popolazione, i bambini e le donne, che hanno estremo e urgente bisogno di aiuto.

Panoramica della crisi
In agosto sarà trascorso un anno dal primo caso di ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Lo scorso 17 luglio l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato l’epidemia di ebola un’emergenza sanitaria di rilevanza internazionale nel Paese e che, per contenere il virus, sono necessari ulteriori aiuti umanitari. Dall’inizio dell’attuale epidemia, nel 2018, sono circa 1.700 i morti accertati, oltre 2.500 i casi di contagio confermati o probabili; inoltre 17.000 persone potrebbero essere state in contatto con il virus.

Le vaccinazioni, secondo l’Oms, aiutano a ridurre la diffusione della malattia, ma i conflitti in corso e la resistenza incontrata nelle comunità, dovuta a povertà, disinformazione, pratiche culturali ed emarginazione, ha reso difficile il lavoro di quanti operano in prima linea.

A Goma, città molto povera con un milione di abitanti, oltre 1.000 persone sono state vaccinate, mentre più di 163.000 persone in tutto il Congo hanno ricevuto il vaccino dall’agosto del 2018. Il conflitto in corso nella provincia di Ituri ha prodotto oltre 300.000 sfollati, vale a dire bambini, madri e padri costretti a fuggire dalle loro case ma che rimangono all’interno dei confini della nazione. Ciò rende difficile agli operatori umanitari rintracciare le persone in quarantena. Ci sono anche segnalazioni di forze ribelli armate che si scontrano con le autorità locali e le unità sanitarie che tentano di fornire aiuto ai bisognosi.

La risposta di Adra al virus
Adra ha sedi in 17 province della Repubblica Democratica del Congo – sei in Kivu Nord e Ituri – e collabora con altre organizzazioni umanitarie e le autorità locali per attuare un programma di “food for work” (cibo in cambio di lavoro) al fine di aiutare le comunità più colpite dal virus. “La nostra massima priorità è lavorare con i capi delle comunità al fine di costruire rapporti di fiducia e poter intervenire. Vogliamo colmare eventuali lacune sanitarie in modo da offrire assistenza umanitaria” ha affermato Mario Oliveira, responsabile Adra per gli interventi di emergenza.

Al momento l’agenzia avventista ha sviluppato, con l’aiuto dell’Unicef, un programma di alimentazione per i bambini a Katwa, Butembo, Beni, Mabalako e Oicha, nella provincia del Kivu Nord. “L’obiettivo principale di questa risposta all’emergenza è ridurre il rischio di malnutrizione tra i bambini dai 26 mesi in giù, delle donne in gravidanza e in allattamento che sono state colpite dal virus ebola” ha spiegato Oliveira.

Il progetto prevede:
– la creazione di angoli per l’allattamento al seno materno nei centri sanitari per i bambini di età pari o inferiore a due anni. Il progetto è rivolto principalmente ai piccoli che vengono privati del latte materno quando la madre si ammala e deve essere ricoverata in ospedale;
– l’acquisto di articoli necessari per l’allattamento dei neonati;
– la formazione di assistenti psicosociali e nutrizionali, incluso il personale Adra, sull’alimentazione di emergenza di neonati e bambini piccoli;
– la formazione di infermieri capaci di comunicare i metodi di prevenzione e controllo delle infezioni ai pazienti nelle loro rispettive zone sanitarie;
– la sensibilizzazione delle comunità sui fattori di rischio e sulle misure preventive da adottare nei confronti dell’ebola.

Grazie al suo impegno, oggi Adra ha raggiunto oltre 170.000 persone con attività di prevenzione e mobilitazione delle comunità. Ma è necessario, sottolinea Oliveira, lavorare ancora molto per contenere il virus. L’agenzia avventista opera in rete, coordinandosi con vari partner, per combattere la diffusione della malattia.
[lf]

[Foto: Adra International. Fonte: Adventist News Network]