lunedì, Dic 10, 2018
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Dopo la Riforma protestante lo scorso anno, anche la disputa di Lipsia compie 500 anni nel 2019

Ne hanno parlato a Torino, in occasione del Culto della Riforma.

Kendra Gaisie – La sera del 31 ottobre, la chiesa avventista di Torino ha avuto la gioia di accogliere i credenti di diverse altre comunità evangeliche – battiste, luterane e valdesi – in occasione del Culto della Riforma, celebrato per i 501 anni della Riforma protestante.

Si è trattato di un evento speciale. Circa 140 presenti hanno riempito la sala, con una larga partecipazione di rappresentanti di varie denominazioni, per ricordare la vera natura dell’amore di Cristo e del conseguente dono della salvezza.

Erano presenti il decano della chiesa luterana, Heiner Bludau; la pastora della chiesa valdese di Torino, Maria Bonafede; e la pastora battista, Elene Fontana.

La predicazione è stata tenuta dal pastore valdese Pawel Gajewski, sul testo di Galati 5:1-6. Cristo ci ha liberati dalla schiavitù del peccato attraverso il suo sacrificio, la fede in lui ha come frutto l’amore operante, verso Dio e verso i nostri simili.

È l’amore che permette anche l’unità. Proprio il prossimo anno, esattamente il 19 aprile, saranno passati 500 anni dalla disputa di Lipsia, evento che ha sancito l’avvicinamento religioso di diversi stati europei attraverso i valori cristiani veicolati dalla Riforma.

A conclusione della riflessione biblica, è stata celebrata la “santa Cena” (partecipazione ai simboli del corpo e del sangue di Gesù come espressione di fede in lui), in un’atmosfera di solenne comunione di tutti i presenti.

Il programma è stato arricchito da alcuni canti eseguiti dal magnifico coro valdese e da un brano cantato da Gabriela Caciula.

La serata è poi continuata, in modo più informale ma altrettanto gioioso, con un rinfresco offerto dalla chiesa avventista. Tanti piatti tipici, preparati dalle diverse etnie presenti nella comunità, per salutare gli ospiti e conoscerli più da vicino.

Tutta la serata è stata caratterizzata da un’atmosfera di pace e di accoglienza reciproca.