martedì, Agosto 11, 2020
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Donne evangeliche e sprechi alimentari

logofdei-puntiniIn occasione dell’Expo di Milano, il comitato FDEI fa sentire la sua voce contro l’intollerabile disparità alimentare nel mondo e lo spreco. Auspica una legge che dia gli strumenti per educare e formare i cittadini e iniziative che contrastino le derive consumistiche.

Dora Bognandi – “È veramente intollerabile la sperequazione esistente tra chi spreca e chi manca totalmente del cibo necessario”. Così si esprime il Comitato nazionale (CN) della Federazione delle Donne Evangeliche in Italia (FDEI) riunito a Roma il 7 giugno 2015.

“L’Expo di Milano non sia un’occasione per incrementare gli affari delle multinazionali, ma piuttosto per confrontarsi con un problema grave del mondo contemporaneo. L’abbondanza di cui godiamo non può farci dimenticare quelle donne e madri che si confrontano quotidianamente con la fame e la sete dei loro figli e delle loro famiglie.

Come CN della FDEI esprimiamo l’auspicio che lo spreco di tanti alimenti da parte di supermercati e famiglie sia arginato anche da una legge apposita da parte del Ministero dell’Ambiente che non abbia solo l’obiettivo di sanzionare, ma di dare gli strumenti per educare e formare i cittadini.

Nel ringraziare Dio per il cibo che ci permette di avere, chiediamo individualmente che ci conceda la sensibilità necessaria e il senso di responsabilità verso chi non ha di che sfamarsi, affinché possiamo mettere in atto ogni iniziativa utile per contrastare la disuguaglianza.

Il CN della FDEI propone alle donne delle chiese evangeliche di riflettere su questi temi e di farsi promotrici di iniziative culturali e pratiche che favoriscano la comprensione del tema e contrastino le derive consumistiche, ricordando che un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato nella fase di consumo o perduto nel processo produttivo, e che è possibile tentare di riequilibrare le cose coniugando assieme cibo e cultura.

Il CN invita anche a contattare i supermercati per chiedere di mettere a disposizione quanto sarebbe destinato al macero, ma che è ancora in buono stato, per distribuirlo, nel rispetto delle leggi vigenti, a chi ha fame, venendo così incontro ai bisogni delle persone ed evitando gli sprechi”.