mercoledì, Settembre 30, 2020
Home > Mondo > Dolore e panico in Nepal dopo il terremoto

Dolore e panico in Nepal dopo il terremoto

ADRA.Nepal.Earthquake.4Sale a oltre 5.000 il bilancio delle vittime, ma si teme che raddoppino. Al momento non ci sono avventisti feriti, ma almeno quattro chiese sono state danneggiate. ADRA ha aperto una raccolta fondi per l’emergenza.

Notizie Avventiste/Adventist Review – Il presidente della Chiesa avventista in Nepal ha descritto scene di dolore e di panico dopo il forte terremoto e le molteplici scosse di assestamento che hanno provocato la morte di oltre 5.000 persone e fatto crollare e danneggiato centinaia di case ed edifici, tra cui antichi monumenti e almeno quattro chiese avventiste. La maggior parte delle vittime sono in Nepal, ma ci sarebbero anche 66 decessi in India e 17 in Cina.

Umesh Pokharel, presidente della denominazione in Nepal, ha comunicato che non ci sono avventisti tra i numerosi feriti del terremoto di magnitudo 7.8 che ha devastato il paese verso mezzogiorno di sabato, 25 aprile, mentre i cristiani di tutte le fedi svolgevano i servizi religiosi nei loro luoghi di culto.

“Finora nessun avventista risulta tra i deceduti”, ha affermato Pokharel domenica, “Ma siamo in lutto per i numerosi cristiani che sono stati sepolti mentre erano nelle loro chiese e sono morti”.

In Nepal, tutti i cristiani svolgono le funzioni religiose di sabato, perché è un giorno non lavorativo, a differenza della domenica che è feriale.
Presidente Chiesa avventista del NepalIl past. U. Pokharel ha comunicato che quattro chiese avventiste sono state parzialmente distrutte. “Ma possono essere di più”, ha precisato.

I soccorritori sono ancora intenti a verificare l’impatto complessivo del terremoto di sabato e delle oltre 100 scosse di assestamento, di cui 45 di magnitudo superiore ai 4.5 in 24 ore. L’epicentro è stato a circa 80 chilometri dalla capitale, Kathmandu, in una zona molto popolata, e il bilancio delle vittime nella sola città ha superato le mille persone.

“La sofferenza umana ci spezza il cuore ed esprimiamo profonda partecipazione alle migliaia di famiglie delle vittime”, ha affermato Ted N. C. Wilson, presidente della Chiesa avventista mondiale, “Prego per il Nepal e per i nostri membri di chiesa che si adoperano per dare sollievo al popolo di questo paese affascinante, mostrando con il loro operato il ministero di amore e di compassione di Cristo, mentre la frequenza sempre maggiore di questi disastri ci fa capire che il ritorno di Cristo è più vicino”.

L’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso (ADRA) del Nepal ha iniziato subito ad aiutare le persone distribuendo cibo e offrendo riparo. Dalla sede centrale dell’agenzia umanitaria, negli Stati Uniti, è oartito un team specializzato nella risposta alle emergenze.

Nepalphoto 1ADRA ha anche mobilitato l’arrivo di 2.000 teloni e attrezzature, e di 2.000 taniche da Dubai. “Ci concentreremo nella preparazione di ricoveri per coloro che sono rimasti senza casa”, ha affermato Natalia López-Thismón, portavoce di ADRA International, “Opereremo in partenariato con GlobalMedic per interventi idrici e igienico-sanitari”. Servono coperte, cibo e un riparo per le centinaia di migliaia di sfollati che non hanno più una casa

I 150 posti letto dell’ospedale avventista Memorial Hospital Scheer, che si trova appena fuori Kathmandu, è stato invaso da centinaia di persone bisognose di cure mediche. solo domenica ne sono arrivate oltre 200. Tanti i volontari avventisti che sono accorsi per dare una mano nella gestione della situazione.

Oltre 8.000 persone sono rimaste ferite nel terremoto. “Dolore e panico sono diffuse tra la gente”, ha affermato Pokharel. Secondo le stime dell’Onu, i nepalesi colpiti sono circa otto milioni. Molte zone sono rimaste senza elettricità e acqua, mentre le reti telefoniche sono state interrotte e le comunicazioni sono difficili a causa delle strade impraticabili. Intanto il governo del Nepal ha decretato lo stato di calamità nazionale.

Pokharel era nella chiesa avventista di Newari, un villaggio a circa 20 chilometri dalla capitale, quando è iniziato il terremoto. “Abbiamo visto le case crollare sotto i nostri occhi”, ha raccontato, “Le persone sono uscite dalle case, piangendo e chiedendo a Dio di perdonarli per i loro errori e di salvarli”.

Nepalphoto 2Ha poi fatto sapere che da anni i geologi avevano avvertito i residenti locali e il governo nepalese di prepararsi a un eventuale terremoto nella valle di Kathmandu, perciò il disastro non è stato una completa sorpresa. Ma le operazioni di soccorso sono state complicate dalla mancanza di preparazione, di fondi e di coordinamento tra il governo e le altre agenzie.

Tornato a casa (dopo aver impiegato 4 ore per percorrere 20 chilometri), Pokharel e gli abitanti della capitale hanno dormito all’aperto o in auto, per precauzione, nonostante il freddo e la pioggia, mentre lo sciame sismico continuava.

Intanto, il presidente della Chiesa avventista nepalese continua a cercare di ripristinare i contatti con i altri pastori in Nepal e ad assicurarsi che le persone abbiano cibo, vestiti, tende, coperte e farmaci.

“Questa zona del Nepal ha bisogno di aiuto immediato”, ha ribadito Pokharel che cerca anche di sapere di più sulle chiese colpite dal sisma e di capire come intervenire per ripararle.

Intanto, gli avventisti di Kathmandu visitano i vicini, portando assistenza e informazioni su come prepararsi alla gestione del terremoto, dato che Kathmandu è in una zona sismica. La Chiesa ritiene infatti necessario avviare un programma di sensibilizzazione tra la popolazione.

Pokharel rivolge un appello alle chiese di tutto il mondo di pregare per il Nepal. Gli fa eco T. P. Kurian, direttore delle Comunicazioni della regione Sudeuropea della denominazione, che è in stretto contatto con la Chiesa nepalese.

“Chiediamo a tutti di pregare per il popolo del Nepal”, Kurian ha ribadito, “Hanno estremo bisogno di aiuto e di sostegno per riprendersi dagli effetti devastanti del terremoto”.

Intanto ADRA ha lanciato una raccolta fondi urgente per il Nepal.

“Pregare per il Nepal va bene. Ma non basta”, ha scritto su Twitter il past. Roger Hernandez, responsabile dei pastori e dell’evangelizzazione presso la Southern Union Conference negli Stati Uniti. “Sostenete ADRA perché la popolazione nepalese ha bisogno di più delle preghiere”.

Gli avventisti sono 8.859 in Nepal; si riuniscono in 106 chiese in un paese a maggioranza induista e con una popolazione di circa 28 milioni di abitanti.

Chi desidera fare una donazione e sostenere gli interventi per aiutare le vittime della catastrofe, può contattare ADRA Italia (http://adraitalia.org/sito/sostienici/donazioni/) o donare, inserendo la causale “Emergenza Nepal”, nei seguenti modi:

– Conto corrente bancario IBAN: IT 95 E 01030 03203 000000866909
Dall’estero: BIC/SWIFT: PASCITM 1 RM3

– Conto Corrente Postale n. 160 800 04 intestato a ADRA Italia
Lungotevere Michelangelo, 7 – 00192 Roma

(Foto 1 ADRA; foto 2 AWR)