domenica, Settembre 27, 2020
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Daniele in breve. Sconvolse il luogo del suo santuario (prima parte)

Francesco Zenzale – “Si innalzò fino al capo di quell’esercito, gli tolse il sacrificio quotidiano e sconvolse il luogo del suo santuario” (Dn 8:11).

Il piccolo corno non si accontenta di violare l’ottavo comandamento (non rubare), defraudando Cristo Gesù quale unico garante della salvezza dell’umanità (Eb 12:2), va oltre: “sconvolse il luogo del suo santuario”.

Sconvolgere o provocare disordine nel luogo del suo santuario, dopo aver prima privato Gesù del suo ruolo nel piano della salvezza, significa rendere irriconoscibile o mascherare ciò che è stato tolto, tale da ingannare se fosse possibile anche gli eletti (Mt 24:24).

Grazie alla Parola di Dio, sappiamo che l’istituzione rappresentata da piccolo corno è sostenuta da Satana che, oltre ad “accusare i figli di Dio”, è “padre della menzogna” (Ap 12:10; Gb 8:44). In tal senso, Paolo, fa presente che “la venuta di quell’empio avrà luogo, per l’azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi, con ogni tipo d’inganno e d’iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all’amore della verità per essere salvati” (2 Tess 2:9-10).

Avendo esplicitato questa visione profetica, è importante delimitare il termine “luogo” in rapporto al santuario, ciò che in esso è contenuto e che viene messo sottosopra.

Alcuni sinceri credenti, inconsapevolmente, confondono il santuario con il luogo dove esso era collocato, ovvero il cortile. Il santuario, secondo disposizioni divine, era composto da due ambienti. Nel primo vi erano il candelabro, la tavola e i pani dell’offerta e l’altare dei profumi: esso veniva chiamato “il Santo”. Nel secondo, detto “Santo dei Santi”, si trovava l’arca dell’alleanza con dentro un’urna d’oro contenente la manna, la verga di Aronne che aveva fiorito, le tavole del patto. E sopra l’arca, sul propiziatorio, vi erano i cherubini della gloria, che facevano ombra al luogo dell’espiazione.

Questa articolata struttura era collocata nel cortile, nel quale vi erano disposti l’altare degli olocausti e il bacino di bronzo. L’insieme degli elementi in esso contenuti costituivano il primo rilevante insegnamento della salvezza, la riconciliazione. Pertanto il “luogo” del santuario cui fa riferimento la profezia ha che fare con il cortile, “luogo” in cui il pio israelita si riconciliava con Dio. Ebbene, il piccolo corno sconvolge la dinamica della riconciliazione messa in atto da Dio nella persona di Gesù in favore dell’umanità.

In breve, ci troviamo di fronte a due attività parallele. La prima è rivolta contro la persona e l’opera di Gesù, il quale viene defraudato del diritto essere il Salvatore. La seconda consiste nel nascondere quest’usurpazione, confondendo il credente sul modo in cui è possibile riconciliarsi con Dio.

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