martedì, Agosto 11, 2020
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Da allieva a volontaria

È l’esperienza di una bambina cresciuta nel Laboratorio compiti attivato nella  chiesa cristiana avventista di Parma. È un esempio del successo di questa attività di supporto scolastico, portata avanti con dedizione dai volontari.

Patrizia Evola/Notizie Avventiste – Paola è una quindicenne solare e molto semplice. Ha  frequentato per vari anni il Laboratorio compiti nella chiesa cristiana avventista di Parma e ha visto quanto sia importante avere qualcuno vicino che aiuta nelle difficoltà. Per questo ha deciso di diventare lei stessa una volontaria di questo progetto.

Il Laboratorio compiti per bambini della scuola primaria è attivo a Parma dal 2011, nato dalla collaborazione proficua tra la chiesa cristiana avventista e le associazioni ADRA Italia, AISA (Associazione Italiana Scout Avventista) e LiberaMente. Quest’ultima fa parte della Consulta comunale delle Associazioni Familiari di Parma e coordina una rete di Laboratori pensati per sostenere le famiglie nelle attività di studio e compiti dei loro figli, con l’aiuto di volontari, per potenziare l’alleanza fra famiglie, scuola e territorio.

Guardando Paola è impossibile non notare nei tratti del suo viso la sua metà tunisina. Ricordo ancora quando la incontrai la prima volta. Allora era una bambina di 9 anni che, entrando nel nostro Laboratorio compiti appena aperto, mostrava timidezza e forse un po’ di paura. Non sapeva che anche noi volontari eravamo un po’ impauriti. Aveva difficoltà a scuola, l’insegnante diceva che era “lenta”, tipica definizione di chi ha disturbi specifici dell’apprendimento. I suoi genitori, preoccupati, cercavano aiuto, anche per meglio comprendere quei documenti in cui si parlava di dislessia, disgrafia discalculia, termini per loro incomprensibili.

Dal 2015, nel Laboratorio della chiesa avventista di Parma è stato avviato il progetto “Vola con noi” che, grazie a un PC corredato di software adatti e una stampante, permette di offrire un servizio specifico a bambini con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento).

In questi anni Paola è cresciuta, frequenta con profitto le scuole superiori e ha imparato che i DSA non le impediscono di apprendere, di conoscere cose nuove e, soprattutto, ora sa di non essere diversa dagli altri. Bisognava solo trovare il metodo.

Ma la novità più bella è vedere Paola tra i volontari del nostro laboratorio, mentre aiuta i bambini più piccoli che hanno le sue stesse difficoltà e che lei ben comprende. In particolare aiuta Zine Eddine, un ragazzo di 11 anni arrivato in Italia dalla Tunisia la scorsa estate, che ha difficoltà a imparare l’italiano. Paola, conoscendo l’arabo, traduce quando Zine non capisce alcuni vocaboli e lo incoraggia. Questo per noi è un grandissimo risultato, che ci ripaga di tutto. Paola è una grande risorsa per noi: la bambina diventata volontaria.