lunedì, Agosto 3, 2020
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Corridoi umanitari. Al via il progetto pilota della FCEI in collaborazione con Sant’Egidio

1200px-iraqi_refugee_children_damascus_syriaIl presidente FCEI, pastore Luca Maria Negro: “Una buona pratica per l’Italia e per l’Europa”

NEV – Semaforo verde per il progetto-pilota sui corridoi umanitari di Mediterranean Hope promosso dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio. Dopo mesi di preparazione e di dialogo costruttivo con il Ministero degli esteri e della cooperazione allo sviluppo e con il Ministero dell’Interno, questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, le due organizzazioni hanno annunciato l’avvenuta firma di un protocollo, teso all’apertura di corridoi umanitari dapprima dal Libano e dal Marocco, e successivamente anche dall’Etiopia. Prevista l’accoglienza di un migliaio di profughi in condizione di particolare vulnerabilità che grazie al rilascio di visti per motivi umanitari potranno entrare legalmente e in sicurezza sul territorio italiano. Una volta accolti in Italia dalle organizzazioni promotrici, potranno presentare domanda di asilo. Grazie all’accordo da oggi può partire il progetto che per la prima volta eviterà ai profughi di rischiare la loro vita nei viaggi della disperazione.

Soddisfazione per il risultato raggiunto è stata espressa questa mattina dai presidenti della FCEI e di Sant’Egidio, rispettivamente pastore Luca Maria Negro e Marco Impagliazzo, che hanno sottolineato l’assoluta novità del dispositivo, il quale può costituire un modello per altri paesi dell’area Schengen. In particolare è stata sottolineata la dimensione umanitaria dell’operazione, tesa all’accoglienza soprattutto di donne e bambini, di persone gravemente malate o disabili. E non è mancato un cenno anche all’azione di contrasto che questa iniziativa può avere sul business degli scafisti e trafficanti di esseri umani. Il progetto, la cui dimensione ecumenica è stata più volte sottolineata nel corso della conferenza stampa, è in larga parte finanziato dall’8 per mille valdese e pertanto senza oneri per lo Stato.

“Si tratta di una buona pratica per l’Italia e per l’Europa. Il fatto che questo accordo giunga alla vigilia della Giornata internazionale del migrante è davvero una felice coincidenza. Ringraziamo le autorità italiane – ha affermato il pastore Negro – per l’attenzione con cui hanno accettato di valutare la proposta di aprire corridoi umanitari per profughi vulnerabili, come per esempio le donne incinte, e in questo periodo natalizio, il pensiero non può non andare a quella giovane mamma che dovette partorire il suo bambino in una mangiatoia, e non poté essere accolta in albergo. Quell’albergo che per molti profughi oggi è l’Europa. Noi siamo pronti ad accogliere e accompagnare chi arriverà, siamo pronti a praticare quell’ospitalità di cui parla la lettera agli ebrei, ricordando che qualcuno, senza saperlo, ha ospitato degli angeli, messaggeri di Dio”.

Alla conferenza stampa è intervenuto anche il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese, che ha dichiarato: “Non nascondiamo che la motivazione che sta alla base di questo progetto è la nostra identità di fede cristiana e di servizio verso il prossimo. Alle autorità italiane abbiamo semplicemente chiesto di aiutarci a fare il nostro mestiere di cristiani. Ora siamo in grado di sperimentare questa buona pratica, non solo grazie alla firma apposta ieri sul protocollo d’intesa, ma grazie alle centinaia di migliaia di firme di contribuenti italiani che hanno deciso di destinare il loro 8 per mille alle Chiese metodiste e valdesi. Dietro l’accordo c’è anche l’azione diaconale delle nostre chiese, l’impegno di tante comunità, di tanti uomini e di tante donne che già accolgono centinaia di profughi. Con l’apertura dei corridoi umanitari il nostro impegno per l’accoglienza si farà ancora più alto e siamo lieti di condividerlo ecumenicamente: un segnale importante della nuova stagione ecumenica che stiamo vivendo”.

La base giuridica di questa iniziativa ecumenica si fonda sull’art. 25 del Regolamento (CE) n.810/2009 del 13 luglio 2009 che istituisce il Codice comunitario dei visti, vale a dire la possibilità di concedere visti con validità territoriale limitata, in deroga alle condizioni di ingresso previste in via ordinaria dal codice frontiere Schengen, “per motivi umanitari o di interesse nazionale o in virtù di obblighi internazionali”. (Per info su Mediterranean Hope: http://www.fedevangelica.it/index.php/it/mediterranean-hope).

(Foto da Riforma.it: “Iraqi refugee children, Damascus, Syria” by James Gordon from Los Angeles, California, USA – Iraqi refugee children, Damascus, Syria. Licensed under CC BY 2.0 via Wikimedia Commons)